Ultimamente le bandiere generano molti conflitti. Invece dovremmo guardarle con la stessa curiosità di un lettore che si avvicina a un libro e decide di aprirlo. Spalancando il cuore e la mente ai loro messaggi.
Dopo aver chiesto i motivi per i quali leggere e le ragioni per le quali scegliere proprio i libri dell'intervistato, la terza domanda è più giocosa, meno impegnativa, più espressamente alla "Iene": "definisci in tre aggettivi la tua casa editrice". E così i "nostri" editori si scoprono colorati, mondiali, leggeri, importanti, fantastici, attenti, irriverenti e... chi più ne ha più ne metta.
Buona visione!
Oggi volevo pubblicare il terzo Punto Interrogativo, ma è sopraggiunta una questione più urgente, che mi preme dirimere prima di continuare con il nostro lavoro.
Partiamo dall'inizio: in un post di Riaprireilfuoco, il blog di Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini, si parlava della casa editrice Kimerik. Sanny affermava di aver ricevuto una proposta di pubblicazione e chiedeva notizie sulla casa editrice.
Il mio contributo fu questo:
Tempo fa, ho avuto a che fare con uno scrittore che ha pubblicato con Kimerik e che, all'osservazione di un blogger, ha risposto di non aver pagato, a differenza di altri, perché la politica di Kimerik è chiedere i soldi alla maggioranza per investire su alcuni autori considerati più in gamba. Mi è sembrato un discorso piuttosto delirante, e i dubbi mi sono rimasti, in ogni caso lo riferisco per amore di cronaca.
Questo commento è rimasto lì per alcuni mesi, finché non è capitato sotto gli occhi della Kimerik. Il suo direttore editoriale, il dott. Natale, ha cercato di contattarci e mi ha scritto che pensava di querelarmi per diffamazione perché, cito dalla sua mail: "considerato che anche voi vi occupate di editoria pensiamo sia concorrenza sleale". Ho letto la mail stamattina, dopo qualche minuto sono stata contattata per telefono, e abbiamo avuto modo di parlare con più calma.
Secondo Natale, le informazioni da me riportate non corrispondono alla realtà, anzi, danneggiano l’immagine della casa editrice e hanno gli estremi per una querela, perché calunniose.
Io però ricordavo perfettamente di non aver fatto un’affermazione, ma di aver riferito parole di cui dubitavo persino, l'ho anche detto. Quindi sono andata a ritrovare, insieme al mio interlocutore, le parole “incriminate” dell’autore in questione: Matteo Grimaldi. Si rivolge a una blogger con cui era in polemica (il grassetto è mio):
Daisy, ti chiedo, hai letto il mio contratto editoriale? Evidentemente NO.
E allora dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che la formula che una casa editrice adotta è diversa per ogni autore che decide di pubblicare. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che se una casa editrice chiede soldi al novanta per cento dei suoi autori non è detto che li chieda a tutti. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che quei soldi, oltre a garantire da eventuali flop, spesso una casa editrice decide di investirli su pochi altri autori scelti per svariati motivi: perché gli sono simpatici, perché scrivono bene, perché sono carini e sorridenti, perché ritiene che quel libro più di altri abbia insite ottime potenzialità commerciali, quello che ti pare, ma questi tipi qua non pagano. Questo per dire che una casa editrice andrebbe giudicata non tanto per la sua politica generale, quanto per la proposta che fa al singolo autore. È lui che deve decidere, ed è ingiusto accostare la proposta che è stata fatta a me a quella toccata alle vagonate di disperati che hai letto tu. E allora, come dice una nota canzone, “Pensa, prima di sparare pensa. Prima di dire, di giudicare, prova a pensare…” .
Queste sono le parole che mi hanno portata a scrivere cose che il direttore editoriale di Kimerik afferma essere categoricamente false. Può essere che lo siano, ma l’averle considerate attendibili mi sembra umano, poichè riportate da Grimaldi che, lui sì, il contratto di edizione lo ha letto.
Se però cliccate sul suo blog per leggere tutto direttamente lì, troverete il post opportunamente corretto, “ripulito” dal paragrafo che ho citato. Provate. La spiegazione può essere semplice: le mie parole erano imprecise, lo erano anche quelle di Grimaldi, e la Kimerik si è adoperata per eliminare affermazioni che ritiene non vere e foriere di danni.
In questo modo, però, mi si toglie la possibilità di rettifica: si elimina anche la ragione delle MIE affermazioni, magari basate su fonti non esatte, ma non calunniose, e con un perché. Per dimostrarlo, ringrazio la superesperta di google Elena e mi affido alla copia cache della pagina che riporta la versione integrale del post, quella che ho letto anche stamattina insieme al dott. Natale, per motivargli il mio presunto abbaglio.
Scrivo questo post, dunque, per due motivi: per prima cosa, vado incontro alla richiesta di rettifica di Kimerik. C'era un motivo se ho scritto quel commento (nonostante l’intoppo della "cancellatura", l’ho dimostrato in tutta tranquillità) e non era un motivo tendenzioso o diffamatorio, dato che non ho interesse a danneggiare una casa editrice che non conosco. Mi sembra che alla luce dei fatti la cosa sia chiara e ampiamente dimostrabile. Il dott. Natale mi ha poi spiegato il modo di lavorare della Kimerik: è diverso da quello descritto da Grimaldi, e quindi da me, ma non sta a me riportarlo, dato che potrei commettere altre imprecisioni. Se ci terrà, Natale potrà spiegarlo in prima persona, senza rischio di altri travisamenti, nei nostri commenti o in quelli del post di Riaprireilfuoco o dove riterrà opportuno.
Ripeto anche quello che ho detto al telefono al dott. Natale: Studio83 non fa le crociate contro le case editrici a pagamento. Piuttosto, critichiamo chi stampa letteratura di bassa qualità, sia essa una casa editrice-capestro o una distribuita e recensita sui quotidiani nazionali. Critichiamo anche chi approfitta della buona fede o della vanità degli scrittori in erba (che Grimaldi ha definito carinamente "vagonate di disperati", forse considerando il successo e il tipo di contratto l'unica variabile della qualità) ma non siamo in nessun modo in concorrenza, leale o no, o in conflitto di interessi con nessuno.
Se leggo un buon lavoro, lo dico, il resto passa in secondo piano (a meno che il pagamento sia l’unico motivo che porta l’autore alla pubblicazione, in tal caso ci sentiamo in dovere di segnalarlo).
Questo l’abbiamo dimostrato nella stessa recensione del romanzo di Grimaldi edito dalla Kimerik, QUI (è la recensione originale pubblicata mesi fa, non l'abbiamo ripulita da nulla, noi, e l'abbiamo scritta nell'ambito "Esordiamo!", un'iniziativa a partecipazione libera,volontaria e totalmente gratuita). La nostra prima preoccupazione, l'impegno che ci siamo presi, è esprimere pareri letterari liberi e quanto più imparziali possibili. Se provochiamo un danno a qualcuno, scrivendo che un libro non è all'altezza di essere pubblicato, il problema è di chi lo ha pubblicato; se invece danneggiamo qualcuno con affermazioni che si rivelano sbagliate, siamo i primi interessati a riparare, e a rettificare quanto detto, in nome della chiarezza alla quale mi appello anche adesso.
Concludendo, spero di aver risolto la questione e che i diretti interessati, ovvero i "kimerikiani", siano più tranquilli: rettifico ciò che ho scritto nel commento al blog Riaprire il fuoco, perché basato su informazioni errate. Per quanto riguarda Grimaldi, sbagliare è umano e capita a tutti noi: però, ho da ridire sul fatto che abbia cancellato la parte "incriminata" del post, piuttosto che pubblicare una rettifica successiva, ci avremmo guadagnato tutti in chiarezza e serenità. Ma più che di regole, qui si parla di stile, che non si impone né si insegna.
La bella Macerata ospiterà una non stop di seminari e lezioni dedicati alla favola, alla fiaba e all'illustazione per ragazzi, grazie all'impegno dell'associazione "Fabbrica delle favole".

Cappuccetto Rosso secondo Anna Laura Cantone
Ecco uno stralcio del comunicato stampa:
" A “lezioni di favola” con i più noti artisti internazionali da lunedì 23 giugno in un no stop fino al 9 agosto (aule dell'Accademia di Belle Arti).
La varietà dei corsi estivi di illustrazione (corsi base, liberi, perfezionamento), l'affluenza dei partecipanti da ogni parte del mondo e la presenza dei più autorevoli esponenti delle varie tendenze dell'illustrazione internazionale e del fumetto d'autore (Innocenti, Valentinis, Tessaro, Montanari, Ghermandi, Cneut, Chessa, Evangelista, Negrin, Cantone, Konstantinov, Zabala, Blanco) fanno di Macerata una piccola capitale dell'illustrazione per l'infanzia.
Novità 2008 è anche la rassegna estiva “Libriamoci Mostra Internazionale di Illustrazione” al Polo Bibliotecario Centrale dell’ Università di Macerata (24 giugno / 7 agosto).
Tra i progetti news troviamo i seminari di editoria aperti a quanti desiderano conoscere più da vicino il panorama editoriale italiano ed internazionale. L'ingresso ai seminari, tenuti dai responsabili di prestigiose case editrici, è libero, con prenotazione obbligatoria. "
Riguardo al resto... sono giorni un po' frenetici e mi limiterò a qualche segnalazione ancora per un po', ma stanno per arrivare nuove recensioni. A presto!
Parte a Roma la settimana del libro al Tempio di Adriano. Roma si conferma capitale anche dell'editoria, con un panorama di piccole case editrici giovani, dinamiche, indipendenti, che la portano al terzo posto in Italia per numero di titoli pubblicati. Chi può, non perda questa manifestazione, il programma è QUI.

A Milano, invece, il 27 giugno si terrà Editech 2008, una giornata sul tema dell'innovazione tecnologica nel campo editoriale che si annuncia interessante, magari ci andrò anch'io.

Roma, Milano, a volte Torino o Bologna: gli eventi che segnalo si svolgono principalmente in queste grandi città, più che altro perché sono quelli di cui si riesce a reperire meglio informazioni. Ma l'estate porta con sé incontri e festival un po' ovunque, e se qualcuno avesse notizia di fiere o incontri nella sua città, non esiti a segnalarcelo, e riferiremo prontamente.
Buona settimana e "Addio, triste lunedì"...
Nella "puntata precedente", dopo aver raccomandato brevità e semplicità, abbiamo posto agli intervistati la più complessa delle domande: "perché leggere?"
Se la sono cavata tutti egregiamente, con la schiettezza che deriva dalla sorpresa, per cui siamo andate avanti spedite verso il prossimo quesito: una volta appurato che bisogna leggere, per quale motivo leggere proprio i tuoi/i vostri libri?
Godetevi il video per saperlo, e ascolterete anticipazioni, rivelazioni e considerazioni che speriamo vi invoglino a conoscere meglio i nostri interlocutori, e vi suscitino curiosità verso il prossimo punto interrogativo...
"Chi lo avrebbe mai detto che lo sarei diventato anch'io, un autore? Ma forse, in fondo in fondo, quando scrivevo in segreto il mio diario lo speravo. "
Mario Rigoni Stern, Asiago, 1 novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008
Oltre Milano e Roma, anche Bologna ospiterà un festival dedicato alla letteratura gialla e noir, che è alla sua terza edizione: il Bo-noir, che partirà domenica 6 luglio. QUI il programma, molto interessante, e le news correlate.

A questo proposito, vorrei rimandarvi a un articolo letto oggi su Corriere.it riguardante il grande successo nel nostro paese di festival ed eventi culturali, che registrano ottimi numeri di pubblico e hanno luogo numerosi soprattutto con la bella stagione.
Questo mi porta a una considerazione: vedo una spaccatura sempre più profonda tra la cosiddetta "società", ovvero il consesso civico delle persone che affollano i festival, si incontrano tramite il volontariato, si informano tramite blog, e la "politica": le istituzioni, le cariche pubbliche intente a confezionarsi le leggi su misura senza troppi problemi, e anche i giornali, molti dei quali non hanno ancora capito bene il fenomeno dei blog, e continuano imperterriti a falsare e nascondere le notizie senza rendersi conto che la gente se le va a cercare. A cosa porterà questo gap sempre più marcato?
La bella stagione (?) porta con sé tante manifestazioni da vivere all'aperto e in compagnia. Tra queste, ne segnalo due "parallele" dedicate alla letteratura gialla e noir.
"Milano in Bionda" è il primo festival milanese "noir", organizzato in collaborazione con la birra Menabrea. Sulla locandina, "ingresso libero" e "birra per tutti" fanno ben sperare che il festival, oltre a festeggiare il genere giallo, darà anche nuovi spunti "romanzeschi" agli scrittori presenti e ancora lucidi.
Roma invece dedica ben due week end al tema: con "Trastevere Noir", che offrirà incontri letterari, musicali e performance per "rendere completa l'offerta culturale dell'inizativa".
La fonte di queste notizie è Milano Nera: invito tutti gli appassionati a visitare la webzine diretta da Paolo Roversi che contiene agenzie, notizie, recensioni e articoli; da poco ha inaugurato anche una versione cartacea free press, che sta andando benissimo ed è ben fatta. Ci troverete molti spunti e consigli di lettura, alcuni dei quali originali e interessanti. Buona lettura!
UPDATE: Spulciando per i blog, mi imbatto in un intervento di Massimo Carlotto sul giallo contemporaneo: la sua opinione è che il genere ha ormai perso la sua carica "sociale" e la capicità di raccontare i contrasti della società, e si è ritirato nell'evasione, da lui chiamata "letteratura puramente consolatoria", parafrasando forse il celebre attacco che Marx ed Engels rivolsero nel "Manifesto" a Eugene Sue e al suo "I misteri di Parigi", uno degli "antenati" del moderno noir.
Di tutt'altro avviso mi sembra Alessandro Baricco, il re della letteratura di evasione, che sul Corriere parla dei "limiti e pericoli" dei romanzi come "Gomorra", che definisce"categoria di narrazione che prevale sull'informazione, la metamorfosi ultima del giornalismo". MAH...
Seguendo il buon esempio di Booksweb, pubblichiamo anche noi le pillole "Un libro in un minuto" realizzate nel corso della Fiera del libro di Torino. Sono davvero interessanti!
Stefano Donno per Besa ci parla di "Gli autori invisibili" di Ilide Carmignani, una raccolta di interviste a grandi scrittori che ruota intorno al mestiere del traduttore letterario.
Elena Ioli di Dedalo Edizioni presenta "La mia linea di universo" di George Gamow, l'"autobiografia informale" di un grande scienziato e il racconto ironico delle maggiori evoluzioni scientifiche del XX secolo.
"Un miliardo di donne come Eva" di Robert Reed è il romanzo presentato da Silvio Sosio, per DelosBooks: una distopia che si è aggiudicata il Premio Hugo 2007.

Flora Albarano di Guida Editore propone invece "L'uomo allo specchio" di Dante De Rosa, un libro sulla scoperta della propria personalità attraverso l'analisi dei propri... vizi capitali. Alzi la mano chi pensa di salvarsi...

L'editore di Interlinea Roberto Cicala ci parla dei "Frammenti Lirici" di Clemente Rebora, grandissimo poeta novecentesco riproposto in un'edizione davvero bella, corredata di un apparato critico che valorizza gli splendidi componimenti espressionisti.
"Viva Las Vegas!" : una raccolta di racconti di giovani autori pensata appositamente per "festeggiare" la nascita della casa editrice Las Vegas, presentata dal curatore Andrea Malabaila.

Laura Morrone porta la bandiera di Magenes edizioni, presentando "Canali di Francia" di Carlo Piccinelli: la casa editrice, specializzata in libri e romanzi di mare, inaugura con questo volume una collana "pratica" dedicata ai navigatori.
Anna Saleppichi, editor di Stampalternativa, di parla di "Dolly City" di Orly Castel-Bloom, un romanzo ambientato a Tel Aviv il cui valore è stato riconosciuto anche dall'Unesco.
Qalcuno di voi ha letto uno o più di questi libri? Che ne pensate? Mandateci le vostre impressioni o, perché no, i vostri contributi.


