Trasformazioni Invisibili
posted by elenaS83 @ 11:53 - venerdì, 30 gennaio 2009
Salve a tutti!

Segnalo la pubblicazione della recensione all'antologia "Trasformazioni Invisibili" di Anthony Colannino, Arduino Sacco Editore, nell'ambito dell'iniziativa "Esordiamo!".



LEGGI LA RECENSIONE


Poeti, portali, poetastri - II
posted by giuliaS83 @ 18:20 - martedì, 27 gennaio 2009
Seconda parte del discorso "poetico" aperto ieri, la parte che qualche maligno potrebbe definire la più succosa.

Il mare magnum del web ospita un'infinità di creazioni letterarie e poetiche, alcune delle quali interessanti, altre "amatoriali" (come quelle de "L'isola della poesia" di cui abbiamo parlato ieri), altre semplicemente orrende. Perciò è un grande sollievo sapere che le schifezze non sono prerogativa esclusiva del Grande Satana Web, ma che esistono in gran copia anche su carta, ospitate in antologie e pubblicazioni blasonate e diffuse, e i loro autori sono commentati e coccolati da amici e cognati che contano.



Fortunatamente, nemmeno i rompiballe sono nati col web... a volte ci arrivano, come Sergio Claudio Perroni, editor, scrittore ed eccellente fustigatore dalle colonne de "Il Foglio". Perrone pubblica anche online le sue recensioni (e quelle di altri, non meno cattive) ben fornite di 'umorismo tagliente, grande preparazione e una verve degna di Twain.

Come si riconosce un poetastro? Leggendo milioni di lavori scadenti, fino a farci un callo che non duole più ma li segnala. Per portarsi avanti col lavoro, si può andare su Poetastri e gustarsi qualche bordata.

Ce n'è per tutti: un Arbasino un po' troppo "hip-hop", una Bre stitica, un Sanguineti confuso, lascio a voi la scoperta di altre illustri stroncature. Ci sono anche le recensioni positive, certo, che però spesso nascondono stroncature a qualcos'altro, come il commento sulla poesia italiana paragonata a quella statunitense.

Il vero divertimento arriva di fronte all' "ineffabile", a quelli che non sono più scivoloni di poeti ma vere e proprie gemme di poetastri in tutta la loro stupidità, spericolatezza e ampia, ampissima diffusione.
Come non nominare la querelle di Perrone con Maurizio Costanzo, poetastro sotto le mentite spoglie del  fumoso alter ego Ugo Straniero?



Vitiello ci parla diffusamente della prefazione a  Tagore del loffio Povia, Perrone illustra la traduzione agghiacciante dei versi di Lachlan Young a cura di Aldo Nove e recensisce incredulo Mango e Morgan.

C'è poi un articolo di Carrera che ci illustra una figura chiave : il "poeta dell'Atroce". Merita una citazione, perché ho l'impressione che possa estendersi anche a certi prosatori... L'articolo  è uno stralcio dell'opera  "I poeti sono impossiblii", edito niente meno che da "Il Filo", che conferma a sua volta la familiarità con l'Atroce.

Essere poeti mediocri è relativamente facile. Ma per essere poeti atroci ci vogliono un'inclinazione naturale e una disposizione d'animo che non sono neanche così frequenti. Scrivere regolarmente atrocità, vincere premi letterari orrendi e farsi scrivere prefazioni ributtanti (quella del libro in questione discute di "textur dello shock", "discursus epitàtico", "comportamento asignificante del provvisorio", "acirologìe complementari", "deflazioni e traslitterazioni di disforìe" e "controforze altamente anfibologiche") richiede una dedizione, e uno stomaco, che non tutti sono in grado di sostenere. L'atrocità è esigente non meno della bellezza, richiede applicazione e coerenza. (...)
Il poeta atroce, che crede di essere sempre all'avanguardia, sempre sulla cresta estrema delle nuvole gassose dell'ispirazione, è l'inconsapevole cantore dell'entropia della lingua, il ramazzatore incosciente dei detriti linguistici spenti, la cui energia si è interamente dispersa e non potrà più essere utilizzata. È un potente memento mori. È la Maschera della Morte Rossa che entra di nascosto nei conviti di noi poeti mediocri o mediocremente decenti, rammentandoci qual è l'abisso di lava e di scorie sul quale tutti quanti penzoliamo.


Poetastri è un sito da dieci e lode per l'accuratezza, la competenza, la solidità, la qualità delle recensioni, come per la loro sincerità e irriverenza: gli haiku alla fine di ogni giudizio sono la giusta ciliegina sulla torta... acor in fundo (di dolce c'è ben poco)!


Quello che manca al sito, forse, è la possibilità di commentare e in generale un'organizzazione che coinvolga l'utente, che in Poetastri è solo lettore, oltre a una disambigua dei link a "indice analitico" che rimandano alle recensioni. Una mail generica per i contatti e un link all'agenzia letteraria di Perrone non sono più abbastanza per un pubblico di lettori online abituati a livelli più alti di interattività.
Ultimamente, però, sempre più recensioni sono scritte appositamente per il sito, e non più pubblicate online dopo essere apparse su carta; questo mi sembra un indicatore positivo della popolarità di Poetastri.


Perrone ci spiega chi è l'editor, e quando se ne può fare a meno


Poeti, portali, poetastri
posted by giuliaS83 @ 15:31 - lunedì, 26 gennaio 2009

Ehilà, triste lunedì!

Facciamo così: ho un link buono e uno cattivo. Quale volete per primo? Sicuri che "cattivo" stia per "di bassa qualità" e non per "crudele, lo adoro"?

Primo indizio: i due link riguardano la poesia, materia di cui finora ci siamo sempre occupate poco, perché riconosciamo la nostra incompetenza (ammissione storica che NON ripeterò!). E rimandano a due siti opposti, quasi speculari.

Cominciamo dal link "buono", poi non dite che non vi vizio: "L'isola della poesia" è un portale dedicato ai componimenti poetici, diviso in varie sezioni: quella dei "classici" con un pugno di componimenti celebri, quella delle "poesie illustrate" e la più nutrita che rimanda al blog poetico, dove gli utenti possono pubblicare le proprie poesie (le opere d'ingegno sono rigorosamente protette, blindate dalla disattivazione dei comandi tastiera: scatenate pure la vena versicolare senza temere plagi!).
Solitamente questo tipo di portali non mi lascia enstusiasta, ma l'isola della poesia si definisce portale di "poesie amatoriali" e il suo obiettivo è l'espressione e la condivisione di sentimenti e pensieri. Niente proclami, niente atteggiamenti e una chicca: la
sezione dedicata agli scrittori emergenti, articolata come un vero e proprio portale nel portale. Contiene delle miniguide essenziali ma chiare, tra cui un vademecum sull'invio alle case editrici, una raccolta di dritte sui contratti di edizione e qualche considerazione sull'argomento del momento, l'editoria a pagamento.
Il sito elenca anche tre "
regole fondamentali per pubblicare", che sono:

  1. Non pagate mai dei soldi solo per disperazione;
  2. Non firmate mai nulla senza prima aver fatto leggere il contratto a qualcuno esperto di queste cose;
  3. Non inviate mai un romanzo se l'unico vostro scopo è arricchirvi o diventare famosi.

Ovvietà? Datemi della somara, ma le scolpirei nel granito, insieme a un quarto punto come corollario: "Evitate, per carità, di parlare dei trascorsi della vostra adolescenza".

Questo miniportale dedicato agli scrittori in erba mi sembra talmente carino che vale la pena inserirlo tra i nostri amici nel box al lato. Ultimamente, la nostra sezione dei "friends" è stata "ridimensionata" a causa della calata di braghe dei Bibliobloggers di Ning... ma questa è un'altra storia. Per un bannerino che se ne va aff... , un altro ne arriva, e speriamo che rimanga a lungo, a buon uso di chiunque cerchi consigli pratici, buon senso, e una grafica ben fatta che non guasta mai.

Ecco il momento del secondo link, che più che i poeti riguarda i... poetastri. Anzi, no, per oggi vi ho viziati abbastanza: ne parliamo domani! ^^


Chi dissente, muore
posted by giuliaS83 @ 10:29 - martedì, 20 gennaio 2009
Il 2009 non comincia con i migliori auspici...



Lasantha Wickrematunga


Anastasia Baburova


Stanislav Markelov


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Un popolo di...
posted by giuliaS83 @ 18:24 - mercoledì, 14 gennaio 2009

Il quotidiano "Affari Italiani" ha di recente pubblicato un articolo sull'editoria a pagamento, interessante già dal titolo: "Un popolo di navigatori, santi e scrittori... a pagamento". L'intervento riassume in modo conciso ma esaustivo il problema dell'editoria a pagamento, cita due testi di riferimento (entrambi recensiti da noi: "Esordienti da spennare" e "L'autore in cerca di editore") e riporta acuni avvenimenti recenti, come il contenzioso de Il Filo Vs Bianciardi e la recente polemica sullo scrittore, sempre de Il Filo, Fabio Fazio.

L'articolo cita anche la Lista E.A.P., la lista degli editori a pagamento stilata con indubbia pazienza e imperturbabilità dai baldi "scribacchini" (:-D!) di Writer's Dream, che hanno avuto più di un grattacapo a causa della propria schiettezza (sono arrivata all'articolo proprio dal loro blog).

Nell'ultima parte dell'articolo si cita anche un esempio virtuoso: quello di Albalibri, una casa editrice da noi già nominata a proposito della (ormai) rara virtù di tradurre gli stranieri dalla lingua originale.  È bello leggere la storia del fondatore di Albalibri, Clirim Muça, delle sue alterne vicende e della particolare strategia della sua casa editrice: tirature bassissime, forte spinta all'evento e nessuna richiesta di contributo.

La quale richiesta, torno a ripeterlo, non è di per sé una piaga capitale. La disonestà lo è,  come il lucro indiscriminato e la cinconvenzione di buona fede. Esistono anche case editrici, come la Lietocolle, "costretta" dal mercato a chiedere un aiuto anche agli autori. Oltre al contributo però esiste una selezione dei titoli che ha portato a un catalogo di qualità nel quale sono inclusi nomi importanti della poesia. Insomma, come sempre non ci sono solo gli estremi ma anche le sfumature, è giusto ricordarselo.

Un applauso comunque all'autore dell'articolo di Affari Italiani, Antonio Prudenzano, che accanto alla dote della sintesi ha dalla sua anche chiarezza e documentazione.


Continuum n. 29
posted by elenaS83 @ 16:11 - martedì, 13 gennaio 2009
Vorrei segnalare la recente uscita del numero 29 della rivista on-line di fantascienza Continuum, fondata e curata da Roberto Furlani, e di volta in volta sostenuta da un valido cast di collaboratori.

Il numero 29 è un'edizione speciale dedicata al tema dei viaggi nel tempo, analizzato attraverso articoli, recensioni di film, libri e fumetti, e infine racconti.

Siamo liete di annunciare che alla sezione Racconti abbiamo partecipato anche noi di Studio83, unendo le nostre menti (malate) e le nostre quattro mani nella stesura di un racconto ispirato appunto al tema dello speciale. Lavorare in coppia è stato interessante e soprattutto molto divertente (anche se spesso non ci siamo attenute alle regole... questa volta abbiamo davvero predicato bene e razzolato male!).

Il racconto si intitola "Ora tocca al dodo", nel caso siate interessati a leggerlo: e visto che di solito siamo noi a massacrare gli altri, questa volta vi serviamo su un piatto d'argento la possibilità di massacrare noi
Venghino siori venghino!



...e non dite che non ha uno sguardo losco...

Fabrizio, al di là del tempo
posted by elenaS83 @ 09:34 - lunedì, 12 gennaio 2009
Ieri è stato il decimo anniversario dalla scomparsa di Fabrizio DeAndré. Definirlo "cantautore" o "poeta" finirebbe per essere riduttivo e non renderebbe giustizia a questa straordinaria figura, e a quello che la sua opera ha significato. Credo basti il suo nome a darne una definizione: genere e categoria a sé stante, semplicemente "Fabrizio DeAndré".

E' stato meraviglioso vedere quante persone gli abbiano reso omaggio ieri, quante generazioni ha riunito nella sua poetica, che è riuscita a sollevarsi oltre il semplice racconto di un'epoca (cui pure fanno riferimento molti suoi testi) per abbracciare temi universali. Credo sia questo che contraddistingue gli autori destinati a lasciare una traccia nel tempo: imprimere nella loro opera un senso valido al di là del tempo stesso. DeAndré non è morto, perché le sue parole saranno ugualmente potenti, ugualmente pregne di significato fra cento anni come trent'anni fa, e lo sono oggi come ieri.



Lasciamo quindi alle sue parole il compito di parlare: invito tutti coloro che passano di qui a lasciare tra i commenti il testo di una sua canzone, o anche solo poche righe tratte da un suo brano, una sorta di "medley silenzioso" per ricordare un artista che aveva inquadrato l'intero universo :)

Inizio io con "Fiume Sand Creek", una canzone densa di significati, anche storici, tratta dall'album "L'indiano".


Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

C'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse

Ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek.

Anno nuovo, link nuovi
posted by giuliaS83 @ 15:52 - mercoledì, 07 gennaio 2009
Bentrovati! Passate le feste e digeriti i panettoni, speriamo che il nuovo anno sia iniziato bene e continui ottimamente! Per quanto riguarda Elena e io, abbiamo passato il capodanno insieme dopo qualche mese che non ci si vedeva... Dio, per il futuro speriamo in qualcosa di meglio! ^^


miracoli del sake...

Nel primo post del 2009, rimpolpo la lista dei link a e-book gratuiti. La "soffiata" arriva da un nostro amico ed ex professore di Comunicazione Interculturale a Roma Tre:
parlo dell'inossidabile Patrick Boylan, che mi ha inviato qualche link a classici in lingua. Chissà che non ci serva per un ripassino di inglese!

Ecco a voi gli archivi di
Google Books, di Bartleby e Onlinebooks.edu. Buona lettura!