Esce oggi "La Morsa", l'ultima fatica di Loretta Napoleoni, stampato per i tipi Chiarelettere. Non chiedetemi come è possibile che lo abbia già letto e recensito, l'appartenenza a Studio83 dona in cambio i superpoteri :-)
In questo breve saggio, la Napoleoni affronta due argomenti spinosi, che sono oggi alla base delle paure massmediatizzate e delle politiche emotive degli stati nazionali: la minaccia terroristica di Al Qaeda e la crisi finanziaria che sta portando alla recessione economica.
Lungi dal pronunciare vuote rassicurazioni, la Napoleoni ci dà alcuni elementi che ribaltano la visione (e la confusione) corrente e ci avverte che la vera minaccia non sono i tagliagole fondamentalisti, né le impersonali fluttuazioni dei grafici di borsa. Ciò che minaccia il nostro "stile di vita", i nostri "valori" e la comodità in parte immeritata della nostra vita è la combinazione micidiale tra politiche aggressive e bugiarde e una gestione suicida della finanza da parte dello stato. Specialmente quello statunitense ha condotto una guerra al terrorismo micidiale per gli equilibri mondiali e l'ha finanziata tramite la gestione spericolata del debito pubblico.
In questo è stato aiutato da un sistema finanziario fondato su ricavi inesistenti, simile a un treno che viaggi al massimo della velocità verso un burrone. E il peggio è che "l'ignoranza, la faciloneria e l'ingenuità" dei signori del mondo (non i dittatori, ma i banchieri e i finanzieri!) non minaccia solo la nostra comodità, ma la stessa democrazia e le conquiste civili, come lo stato sociale e il valore stesso della vita umana, che abbiamo tanto lottato per ottenere.
La lezione di vita del grande fiasco dell’economia globalizzata, sotto l’ombrello della politica della paura, è che la società civile non può lasciarsi ingannare da chi la rappresenta; quando ciò avviene è nostro dovere ribellarci. Mentre i politici ci terrorizzavano, la finanza ci rubava i risparmi, questa è la cruda verità. E se vogliamo che ciò non avvenga più, dobbiamo avere il coraggio di dire basta e voltare le spalle ai grandi prestigiatori del nostro tempo, la classe politica, che fino a oggi ci ha così male rappresentato.
Il pregio principale della produzione della Napoleoni, e questo "La Morsa" non fa eccezione, è il fatto che la docente non scambia il complesso con il complicato. Lungi dall'essere superficiale, il discorso spesso si sofferma sui dettagli tecnici dei giochi economici, ma si fa seguire grazie a un'esposizione chiara, concisa, che usa parole semplici e spiega ogni elemento tecnico che il lettore può non conoscere.
Questo approccio dimostra che chi espone non considera il suo destinatario un profano o un non addetto ai lavori: anzi, una volta date le spiegazioni necessarie, la Napoleoni non ha paura di interpretare e di esprimere opinioni precise non esclusive, che invitano alla comprensione e alla discussione. Questo atteggiamento divulgativo è la base di ogni democrazia, l'antidoto migliore a ogni pretesa tecnocratica.
"La Morsa", infatti, non è un saggio accademico, né una dissertazione per economisti. Con esso la Napoleoni si rivolge al cittadino, che considera in diritto di essere informato e a volte edotto sulle questioni pù ostiche; ma che da ciò può trarre la facoltà di farsi un'opinione, e il dovere di agire. In questo, dobbiamo spezzare una lancia anche a favore di Chiarelettere, una casa editrice impegnata che tanto merito ha nel risveglio della contestazione politica "dal basso" di cui il nostro paese -e non solo - ha davvero bisogno.
Se davvero vogliamo uscire da questa crisi, che anche se si manifesta attraverso l’economia è sintomatica del malore esistenziale che affligge il villaggio globale, dobbiamo avere il coraggio di ammettere i nostri errori. Solo così troveremo la forza per tornare a partecipare attivamente alla vita politica e, se è necessario, anche il coraggio di rinnovare totalmente la classe politica che ci rappresenta, non una, ma più volte, fin quando avremo raggiunto il nostro obiettivo.
"La Morsa" è, su stessa ammissione della Napoleoni, il primo saggio che la docente scrive nella sua lingua madre dopo molto tempo. Resta forte l'influenza della parlata anglosassone, frasi essenziali, periodi brevi, ripetizione di parole e concetti chiave, che però ha il pregio di mantenere il saggio leggibile anche quando affronta discorsi complessi.
Forse, un editing più accorto avrebbe potuto eliminare qualche costrutto troppo affine al parlato, ma il più delle volte la cosa non stona nell'ambito di un'esposizione che ha la forza dialettica di un pamphlet.
Infine, non posso che segnalare l'affascinante capitolo dedicato alle città simbolo dell'ipertrofia cieca della finanza: Las Vegas e Dubai, che mi ha ricordato molto il saggio "Città morte" di Mike Davis. Lì, non si parlava di economia ma di urbanistica e studio del territorio, ma il quadro che ne risultava era lo stesso: quello di una società che sfrutta le risorse oltre il limite consentito e fa della prevaricazione e della depauperazione la bandiera per portare avanti una sete di potere insensata, sotto la quale si nascondono ignoranza e disumanità. Ci voleva una donna, professionista di fama internazionale, "emigrata" e madre di quattro figli, per ribadirlo con una voce chiara e forte, impossibile da ignorare.
Loretta Napoleoni intervistata da Zop su "La Morsa"
il booktrailer del saggio

Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Un bell'articolo di Daniele Barbieri: parla di Ballard, delle sue opere e di alcune possibili chiavi di lettura. Da Liberazione.it, letto su Come Don Chisciotte.

Le piccole librerie sono schiacciate da un mare di elementi: la concorrenza dei multicenter enormi; le condizioni dei distributori e degli editori che per un libraio indipendente possono essere proibitive (nonostante continuo a ripetere che tra conto vendita, rese, sconti e tredicesime copie, come sono trattati i librai qui in Italia...); il mercato composto da un 10% di forti lettori acquirenti che non riesce a sostenere tutti, a fronte di un 90% che non legge o non compra - come me, che di libri ne leggo cinque-sei al mese ma li prendo in biblioteca o nei mercatini.
Per ultimo, un fattore che qui mi sembra determinante: il totale disinteresse delle amministrazioni e delle istituzioni pubbliche nei confronti delle piccole realtà di valore.
Leggiamo qualche stralcio della lettera di Tecla Dozio in cui commenta la sua chiusura:
La decisione di chiudere la libreria non è stata facile e ci ho perso il sonno per qualche mese.
I motivi sono molti. Non è solo la solita e cronica mancanza di denaro, ma la consapevolezza di non avere possibilità reali.
Quando un'attività non incassa abbastanza, ogni intervento è di tamponamento e le grosse crisi diventano cicliche. Infatti questo è stato.
Non finirò mai di ringraziare le centinaia di persone che mi hanno aiutata in questi anni, ma non si può, credetemi, vivere in uno stato di continua emergenza.
Il Comune di Milano (...) non ha rispettato nessuna delle sue promesse.
Questo ultimo punto è approfondito, insieme alle difficoltà attraversate con la burocrazia, le promesse, i contratti fasulli e le strutture fatiscenti, in quest'altro intervento della Dozio. Leggetelo, ne vale la pena se non altro per capire che quelle che sentiamo dai tromboni istituzionali sono parole di circostanza, le loro promesse non sono che veline, ma poi ai fatti c'è "un atteggiamento da parte di chi gestisce il patrimonio pubblico che non fa differenze tra struttura e struttura e pretende una risposta aziendale anche quando si parla di Cultura".
Forse, la ragione più importante per cui la libreria ha chiuso dopo tanti anni di sforzi della sua timoniera risiede proprio nella sofferta decisione di quest'ultima:
Sono stanca, dedico alla libreria molte ore al giorno e sono sola.
Dirigo una collana di gialli e mi sento in colpa verso gli autori. (...) Questo mi crea ansia e avrei dovuto scegliere di abbandonare la Todaro editore.
Me ne voglio andare da Milano.
Desidero ritmi lenti e la natura intorno a me e tempo per leggere non solo quello che devo, ma anche quello che amo.
Questa libreria occupa tutto il mio tempo e trascuro gli amici.
Insomma, una persona che ha scelto un mestiere che le piaceva e che ha coniugato al commercio un'attività culturale si ritrova in una via crucis che le allontana ogni altra cosa, ogni piacere, ogni tranquillità. Come non rispettare la sua scelta di tirare il fiato?

Ricordo che l’isola della poesia gode di una grandissima visibilità sui motori di ricerca e pertanto la visibilità ai poeti è assicurata! Le pagine che conterranno le poesie vincitrici, saranno ottimizzate per i motori di ricerca, per far comparire i nomi degli autori in buona posizione su google e altri motori.
Avresti molto da insegnare a qualsiasi ufficio stampa, caro Luca! Oltre a questa succosa precisazione, trovate il bando del concorso e una pagina di aiuto con le FAQ. E dicono che i poeti sono sulle nuvole...
Vi invito a dare un'occhiata al tutto e a diffondere il concorso. Se questo fosse un normale concorso di poesia, un titolo come "L'Isola del cuore" farebbe tremare le vene dei polsi; ma ormai conosciamo le pagine di Luca, il valore delle sue iniziative e sappiamo che non si fa scrupoli a selezionare, in modo personale e chiaro. Per cui tranquilli: di certo tra i premiati non troveremo la doppietta cuore-amore!

Inizia ora la fase "rilettura": in questi giorni leggeremo con cura i racconti arrivati e selezioneremo quello o quelli che ci sembreranno adatti a essere pubblicati su Venti Nodi, la cui "genesi" si avvicina sempre di più...
Continuate a seguirci per conoscere gli sviluppi e i risultati del contest!
La particolarità del concorso, dedicato a romanzi, antologie di racconti e sillogi di poesie, è che la selezione del vincitore non si baserà sull'opera in sé, ma sulla rapidità con cui il candidato la invierà all'apposita redazione. Alla mezzanotte di oggi, infatti, verrà attivato un indirizzo e-mail relativo al concorso, che resterà attivo per 30 secondi in tutto: il primo utente che riuscirà a inviare una mail con allegata la sua opera verrà pubblicato. Farà fede l'orario riportato sulla mail.
Il formato d'invio è ininfluente (si raccomanda comunque il .pdf o, al massimo, il .rtf) e non vengono date disposizioni sulla lunghezza delle opere, che si suppone a discrezione dell'autore.
Per leggere il regolamento dettagliato, vi rimando al BANDO COMPLETO.
In bocca al lupo, e siate rapidi! :)

