La notizia è di qualche giorno fa, ed è incommentabile. Einaudi ha rifiutato la pubblicazione de "I Quaderni", un'antologia di scritti del premio Nobel Saramago, perché contengono giudizi negativi su Silvio Berlusconi, presidente del consiglio italiano e proprietario (tra le altre cose) di Mondadori, che, ahimé, controlla la Einaudi.
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Alle tracotanti domande del Corriere, Saramago risponde con fermezza.
Ho conosciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta e nessuno in una situazione di apparente normalità democratica mi potrebbe chiedere di amputare una mia opera.
Insopportabile è la chiusa dell'articolo di Dino Messina, che rileva che il rifiuto politico a Saramago è solo uno dei tanti, come se questo sminuisse e non aggravasse la faccenda (notare come al solito l'assenza di ogni cura redazionale e di virgolette per i titoli).
Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiutate da Einaudi, dalle poesie politiche postume di Giovanni Raboni al Duca di Mantova di Franco Cordelli, sino al Corpo del capo di Marco Belpoliti, che l’autore ha preferito pubblicare da Guanda.

qualcosa mi dice che lui non ne sarebbe felicissimo...
Che dire? Da Booksblog:
Per dirla con Mario Portanova su L’Espresso:
Certo, nessun editore al mondo manderebbe in libreria testi che parlano male, e così male, del padrone di casa. Nessun editore al mondo, però, ha un padrone di casa così ingombrante.
Passata più di una settimana dalla Fiera del Libro di Torino, e qualche giorno dalla prima release di Venti Nodi che mi ha prosciugato tempo ed energie (che dite, ne è valsa la pena? ^^) ho ripensato alla nostra sortita in Fiera, ho letto qualche post di chi ci è stato, e vorrei fare qualche osservazione.

La Fiera del Libro è un evento che dovrebbe richiamare lettori da tutta Italia e operatori dall'intero consesso internazionale. Anno dopo anno, però, mi sembra che l'organizzazione faccia di tutto per allontanare i volenterosi con una serie di disservizi e casini non indifferenti.
Il nostro bollettino letterario è disponibile, per chiunque voglia leggerlo, all'indirizzo ventinodi.wordpress.com, in versione ovviamente FREE. Sarà free anche il download in .pdf, che verrà abilitato a breve.

Inoltre, presto sarà possibile acquistarla in formato cartaceo.
La versione webzine in Wordpress dà la possibilità, a chi legge, di commentare e avviare discussioni sugli argomenti trattati, quindi ogni vostra osservazione e contributo sarà il benvenuto!
Vi invitiamo tutti a entrare e leggere, e non dimenticate... tutto ciò che dovete fare è tenervi il vento alle spalle!

Mi riferisco, naturalmente, anche a coloro che hanno risposto all'appello di "Operazione Venti Nodi" e ci hanno sottoposto i loro racconti. Siete stati tanti, siete stati grandi e la qualità generale dei racconti non era affatto male. Per questo, grazie di cuore.
Il racconto che abbiamo deciso di pubblicare sul primo numero di VENTI NODI è della bravissima Manuela Fiorini, giornalista e pubblicista di Modena. Si intitola "Amici di lunga data" ed è un ottimo esempio di come il tema del fantastico si sposi bene con atmosfere e paesaggi nostrani.
VENTI NODI sarà on-line a breve, noi saremo in Fiera a Torino sabato 16. Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi... Un abbraccio fortissimo!
Oggi a farsi girare le eliche è la piccola Armando Editore, inserita appunto nell'Inferno in quanto chiede all'autore l'acquisto di un ingente numero di copie, a prezzi non proprio modici. WritersDream spiega e risponde, e lo fa con grande garbo, come al solito: portando prove, fatti e leggi.
Come sempre, anche noi assicuriamo a WritersDream ogni sostegno morale per queste tristi vicende. E troviamo straordinario che un blog non si arrenda davanti alle diffide, ma continui a fare nomi, difendendosi dalle assurde minacce con i propri semplici diritti: quelli garantiti dalla legge sulla libertà di espressione, di critica e di opinione.
La mia recensione è negativa: anche se Mankell scrive davvero bene, ha uno stile accattivante e le atmosfere nordiche giocano a suo favore, la componente "gialla" legata al genere fa acqua. Mi chiedo come sia stato possibile che il Times abbia definito Mankell uno dei migliori cinquanta scrittori di gialli e thriller. Come scrittore è sicuramente molto bravo, come giallista... dopo la lettura di questo romanzo ho seri dubbi.
Dalle pagine di Satisfiction, Gian Paolo Serino tuona contro la totale mancanza di attendibilità della critica letteraria quando si parla di gialli nordici (in particolare di Larsson): la critica "dovrebbe difenderci da simili trabocchetti e che, invece, se ne sta immobile, silente, paralizzata". In effetti, a leggere l'articolo uscito da poco sul Corriere (relativo al film, però), un po' di vergogna per la categoria si prova. Sembra scritto da una carampana quattordicenne!

"Noi larssoniani siamo sulle spine"! OMG! Lisbeth 6trpp gnokka! TVB un kasino!
Il grande successo di Mankell, però, mi incuriosisce molto. Può darsi che, al di là dei canoni del genere sui quali sono effettivamente un po' rigida, questo scrittore abbia un segreto, un quid che mi è sfuggito. E non bisogna fare il solito errore di snobbare il best seller in sé, almeno non prima di averlo letto! Ma cosa avranno questo Mankell, questo Larsson, di tanto diverso? Cos'hanno di speciale?
Voi che dite? Li avete letti? ...Qualche idea?
Ho pubblicato sul nostro sito la recensione dell'opera prima "Candidato al consiglio d'istituto" di Massimo Cortese, edita da Montag. Contrariamente alle apparenze, "Esordiamo!" è ancora chiusa, e questa è l'ultima opera recensita, arrivataci prima dell'annuncio della sospensione dell'iniziativa.
Lavoro permettendo, contiamo di far ripartire "Esordiamo!" per l'inizio dell'estate, sicuramente dopo la Fiera del Libro di Torino e la release di "Venti Nodi". Restate in attesa del nostro annuncio e preparate i francobolli!

La lettura è resa piacevole da uno stile scorrevole e coinvolgente, che suscita la curiosità del lettore e lo invita a voltare via via pagina. Pur non trattandosi di eventi particolarmente “spumeggianti”, Cortese riesce a renderli, attraverso le sue parole, interessanti, grazie a una certa bravura nel trovare l’aspetto singolare delle cose quotidiane.
Ian Fleming ci spiega che:
Si devono conoscere cose emozionanti, prima di poter scrivere su di esse. L’immaginazione da sola non è sufficiente, ma le storie sentite da amici o lette sui giornali possono essere di base per una fertile immaginazione, e una certa quantità di ricerca e documentazione di fatti che sembreranno realistici nella fiction.
Ecco invece l'opinione di Gillian Roberts, che articola tredici lezioni piene di dettagli e considerazioni utilissime:
Il vostro mystery non si sviluppa nel vuoto. In realtà, l’impostazione è una parte importante e integrante della storia stessa, perché il significato di un reato non può che essere visto sullo sfondo di ciò che è “normale” per un certo momento storico e un certo luogo. I crimini che riempiono i nostri libri sono violenze contro la società in cui si verificano - crepe intollerabili nel tessuto sociale. Ecco perché deve essere fatto qualcosa a riguardo. Il fatto che il mondo e che il reato che è commesso contro la società coesistono fornisce il conflitto di base del vostro libro.
In queste parole c'è la base del canone di genere, il fondamento di senso del giallo classico: il conflitto tra l'ordine sociale e il disordine criminale. Pensiamo bene a questo aspetto e a ciò che comporta, prima di ambientare le nostre storie in qualche vaga e fumosa metropoli d'oltreoceano!
La sezione comprende anche alcuni consigli di Daniel Kalla, le "Dieci regole di suspence fiction" di Brian Garfield, una discussione sullo scrivere crime fiction e qualche segnalazione di manuali e testi sull'argomento. Insomma, l'indagine si prospetta lunga, ma piena di spunti!

Intanto, è uscito come ogni anno il rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa in Italia, dove apprendiamo che il nostro paese è l'unico in Europa a essere stato retrocesso nella classifica ed è l'unico paese cosiddetto "occidentale" ad aver ottenuto l'infimo punteggio di 32 punti su 100.
Certo, ogni tanto ci sono anche belle notizie come l'assegnazione del premio "Giornalismo libero" a Marco Travaglio a Berlino, una bella notizia ovviamente ignorata dai media italiani, insieme a molte altre...
Sarà un caso, ma in questi giorni in cui si riparla di centrali nucleari e glorie dell'atomo, nessuno ha ricordato l'anniversario del disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile del 1986. Sarà un caso?
Cari giallisti, siate scrittori affermati o esordienti, voi che ne dite? Chi è il colpevole di questo lento, inesorabile delitto? Chi sta soffocando la libertà di espressione?
A voi l'ardua sentenza...

