Piccolo vademecum: come individuare una casa editrice a pagamento e capire qualcosa in più della sua politica - prima parte
posted by giuliaS83 @ 20:46 - sabato, 27 giugno 2009
Voglio segnalarvi un articolo pubblicato in tre parti sul sito dell'associazione culturale Carta Canta: si intitola "Editori corsari e autori kamikaze" e l'autore è Alberto Carollo. Linko la terza parte perchè ci sono i link anche alla prima e alla seconda, non fate confusione ;-)

L'articolo è lungo, ma molto interessante e per nulla noioso, anzi, lo definirei istruttivo e prezioso. Questi pezzi sono una miniera d'oro di informazioni per gli scrittori esordienti che hanno l'occasione di imparare qualcosa sui meccanismi editoriali e di capirli meglio.

A me è servito anche per riordinare le idee, mi ha fatto venire voglia di scrivere a mia volta qualcosa di utile per tutti: ecco a voi, dunque, la prima parte del mio vademecum sugli editori a pagamento. Sono una schifosa copiona, eh? ^^

Leggo spesso, in rete e per mail, commenti di scrittori esordienti che raccontano di una "doccia fredda" tristemente comune: una casa editrice si dimostra prodiga di complimenti verso il manoscritto ricevuto, per poi sparare una richiesta di contributo.
A volte è una proposta esosa, ma l'amarezza deriva principalmente dalla delusione di aver capito male: abbiamo scambiato un interesse commerciale per un giudizio sul valore letterario, una pubblicità per un complimento sincero.

Come evitare queste brusche cadute? Per prima cosa, smettiamola di sparare decine di manoscritti a caso e studiamo i nostri interlocutori: risparmieremo tempo, soldi e soprattutto saremo già preparati alle risposte che potremmo ricevere.


La Milano d'acqua e sabbia
posted by giuliaS83 @ 10:06 - sabato, 20 giugno 2009
Su ThrilllerCafé.it, il portale dedicato alla narrativa thriller, noir e gialla, è stata pubblicata una mia recensione di "La MIlano d'acqua e sabbia" di Matteo Di Giulio, al suo primo romanzo (ma non alla sua prima pubblicazione: Di Giulio è saggista e critico cinematografico).



La scelta di costruire una trama basata su uno scandalo edilizio è interessante e, a dirla tutta, da lodare: in un panorama giallistico ormai incantato dalla morbosità fine a sé stessa, il tema delle frodi edilizie ci riporta a una realtà, la nostra, che conosciamo poco.

Leggi la recensione su Thrillercafe

Contro chi ascolta... contro chi parla
posted by Studio83 @ 17:00 - venerdì, 12 giugno 2009
Sono un po' perplessa per le notizie politiche di questi giorni, primo tra tutti il cosiddetto decreto legge sulle intercettazioni. Come se non fosse abbastanza preoccupante in sé, la legge non riguarda solo i limiti imposti all'uso e alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche alcuni aspetti della rete. La buona notizia della soppressione dell'emendamento D'Alia non è quindi destinata a far giore la blogosfera ma solo ad anticipare una doccia fredda forse peggiore.



in: censure
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Vita breve e infelice di uno scrittore di fantascienza - Parte II
posted by elenaS83 @ 11:05 - giovedì, 11 giugno 2009
Avevamo già parlato tempo fa della - apparentemente - triste fine che sta facendo la sci-fi italiana, almeno a giudicare dalla scomparsa della stragrande maggioranza di concorsi letterari dedicati al genere. Avevamo chiuso con una serie di punti interrogativi ai quali sarà arduo dare risposta.

Il genere non è morto, ma resta sempre più confinato nella nicchia. Da un certo punto di vista, la nicchia è "salutare" rispetto al mainstream perché, se il pubblico generalista è mobile e va dove lo porta l'interesse collettivo del momento, il fandom è assai più preparato, fedele e smaliziato. Trattandosi comunque di un genere dall'importanza e dalla forza non indifferenti, che ha assunto un ruolo fondamentale nella letteratura del '900, è vero anche che trascurare le implicazioni di questo posizionamento "periferico" sarebbe un delitto.

La fantascienza italiana ha sempre sofferto, nella sua storia, dell'influsso di quella statunitense, soprattutto per quanto concerneva i gusti del pubblico quando il genere fu sdoganato. Mentre spopolava - quasi sempre a buon merito, eh - la celebre collana Urania, molti scrittori italiani dovettero adottare uno pseudonimo anglosassone per poter accedere al mercato: una specie di Ellis Island della letteratura, solo che stavolta si trovava a casa nostra. Il caso più triste fu quello di Roberta Rambelli, costretta non solo a cambiare il cognome in "Rambell", ma anche il nome nel maschile "Robert".



(La leggendaria copertina bianca e rossa della collana Urania)

Ripercorre la storia della sci-fi italiana Domenico Gallo, in un articolo ("Fantascienza italiana: la terra dei cactus") apparso sulla rivista Intercom, seguito nella stessa pagina da un secondo articolo di Carlo Pagetti (che gli appassionati di Philip K. Dick ricorderanno autore delle prefazioni nella collana di Fanucci, alcune delle quali discutibili, a partire dal fatto che rivelano il finale senza dare al lettore neanche il tempo di arrivare all'incipit...)

 Dell'articolo di Gallo è interessante il modo in cui l'accento viene posto sulle radici della diffidenza italiana per la sci-fi, a sua volta conseguenza della diffidenza verso la tecnologia, dopo che questa era giunta a stravolgere i valori della vita rurale. Aggiungerei, inoltre, dopo che la tecnologia aveva mostrato il suo "volto atroce" nel corso del secondo conflitto mondiale (passaggio, questo, che invece manca nell'immaginario collettivo americano). L'Europa del secondo dopoguerra è stata comprensibilimente meno entusiasta verso le meraviglie del progresso, sia per motivi culturali (un maggiore attaccamento a tradizioni lontane nel tempo che i giovani Stati Uniti ancora non avevano maturato), sia per motivi psicologici, avendo vissuto sulla propria pelle il trauma delle "macchine della morte". C'è da dire che altrove, come in Giappone, questo trauma - ben più atroce, nel loro caso - è stato al contrario interiorizzato dalla sci-fi, non solo letteraria, al punto da diventarne il marchio distintivo.

Andando a ritroso nel tempo, un'analisi dei gusti letterari del pubblico italiano smaschera una tendenza ad amare l'esotico, l'altro, lo sconosciuto e misterioso, più che la proiezione estremizzata del proprio mondo e della propria società (compito che invece si è bene o male sempre assunta la fantascienza). Abbiamo avuto anche noi i nostri "romanzi scientifici" e "protofantascientifici", in particolare grazie alla penna di Salgari, forse il primo scrittore italiano ad aver "viaggiato nel tempo" per ritrarre una futura società italiana nella quale, a meravigliose macchine volanti, si accompagnavano vita frenetica e problemi ambientali.



"Le meraviglie del 2000" di Salgari, romanzo protofantascientifico

Tuttavia, l'"anima nera" del presente, che la sci-fi metteva a nudo, non ha mai incontrato troppo i gusti del lettore generalista italiano. Il fatto che le opere (anche televisive e cinematografiche) di fantascienza che hanno preso piede nel nostro paese avessero tutte una forte componente avventurosa, come l'esplorazione degli "strani nuovi mondi" dell'immortale "Star Trek", potrebbe essere indicativo in questo senso. Diamo uno sguardo al futuro, insomma, purché non sia il nostro futuro. La fantascienza può trasportarci altrove e farci sognare, ma anche - soprattutto - aprire gli occhi: in Italia, questo aspetto forse non è mai stato colto del tutto.

Vorrei concludere con due segnalazioni: la prima è un'intervista, datata ma attualissima, all'immenso Vittorio Curtoni (sempre su Intercom).

La seconda è più una commemorazione che, avendo citato "Star Trek", mi sembra doverosa: oggi è il decimo anniversario dalla morte di DeForest Kelley (20 gennaio 1920 - 11 giugno 1999), l'attore che diede il volto all'indimenticabile dottor McCoy, controparte burbera e sarcastica del trio di protagonisti, insieme al capitano Kirk e al signor Spock (sì, esatto, "quello con le orecchie a punta"). Kelley soffrì molto per essere rimasto incatenato al personaggio di McCoy: ma, considerando che Star Trek, anche se vintage, resta tuttora un incrollabile mostro sacro, direi che ne è valsa la pena.

Vi lascio con un gustosissimo video sulla sua celebre battuta, "E' morto, Jim!", ancora oggi un tormentone in tutto il mondo (insieme a "Sono un dottore, non un... [mestieri più bizzarri]). Posto il video in inglese, sia perché rende meglio la bravura dell'attore, sia perché in Italia fu doppiato da tre diverse voci e si sentirebbe lo "scarto").


L'isola della poesia: il concorso
posted by elenaS83 @ 10:28 - mercoledì, 10 giugno 2009
Avevamo già segnalato il portale L'Isola della Poesia, sito letterario che si occupa appunto di poesia, poeti e scrittori esordienti. Segnaliamo adesso anche il loro concorso letterario: il termine di invio delle opere scade il prossimo 31 luglio e la partecipazione è gratuita.



Ogni opera premiata sarà accompagnata da un disegno a tema e i poeti godranno di una pagina ben ottimizzata per comparire in buona posizione sui motori di ricerca.

Come sempre, rimando al bando del concorso per leggere bene i dettagli: poeti, approfittate della calda estate per mettervi al lavoro, e in bocca al lupo!

Svicolando 2009
posted by elenaS83 @ 15:03 - venerdì, 05 giugno 2009
Segnalo il concorso letterario nazionale "Svicolando 2009", alla sua seconda edizione. Il tema? A voi:

Cosa succederebbe se un giorno ti fermassi? Se un giorno buttassi via l’orologio e il tempo lo cominciassi a scandire tu? Esperienze, ricordi e sogni di rotture delle frenetiche e schizofreniche corse quotidiane. Metafore di impertinenti macchine spente e abbandonate davanti a severi cartelli di divieti di sosta. Piccole disobbedienze di gesti e di pensieri. Perché tutti noi, almeno una volta, avremmo voluto rimanere fermi, prenderci una pausa oppure muoverci ma cambiando rotta. Infrangendo le regole, liberandoci dalle scadenze, ignorando l’agenda. Senza paura di essere multati.

Il concorso prevede due sezioni, una per gli adulti e una per i ragazzi; si può partecipare con un racconto breve (5400 battute al massimo) da presentare sia in supporto digitale che cartaceo entro il 20 luglio.

Per tutti gli ulteriori dettagli, rimando al bando sul sito Svicolando.

In bocca al lupo!

Venti Nodi in .pdf
posted by elenaS83 @ 18:18 - lunedì, 01 giugno 2009
*DINDON* Si avvisa la gentile clientela che la versione in .pdf di VENTI NODI è ora scaricabile FREE dalla homepage della rivista! *DINDON*

Per chi volesse leggerla con più calma, come un e-book, consigliamo il free download. Buona lettura!