Ho letto e recensito "Il mestiere di riflettere" edito da Azimut, dove "per una volta, i traduttori sono gli autori". È stata una lettura piacevole e istruttiva, che mi ha portata a fare alcune considerazioni generali sul lavoro editoriale. Mi ha anche fatto venire voglia di leggere tutte le opere "raccontate" dai traduttori... perfino quella della Meyer!

La concezione che ha dell'opera chi ci lavora è molto interessante e potrebbe spiazzare qualche lettore abituato a pensare al romanzo come a un monolite che esce, a mo' di Atena, bello e fatto dal cervello ispirato del suo demiurgo. Non è così.


