Saviano candidato al Premio Sakharov
posted by giuliaS83 @ 08:33 - lunedì, 05 ottobre 2009
Riporto una notizia di questi giorni: Roberto Saviano è stato candidato al premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Il Premio è stato istituito nel 1988 dal Parlamento Europeo, ed è un riconoscimento a chi lotta per i diritti umani, mettendo spesso in gioco la propria stessa vita. Ne sono stati insigniti Nelson Mandela, Aung San Suu Ky, le Madri della Plaza de Mayo, Reporter Senza Frontiere e molti altri.

Trovo la candidatura di Saviano un bel riconoscimento, meritato, nei confronti di uno scrittore tanto spesso vituperato qui in Italia, ma ormai considerato una voce importante nella comunità letteraria e non solo.
Vi lascio con il video del breve intervento di Saviano alla manifestazione per la libertà di stampa di questo sabato.

"Le mafie ci hanno tolto un termine fondamentale: onore. La mafia ha infangato questa parola (...) Trovandoci qui, abbiamo in qualche modo dimostrato che il paese tiene al proprio onore."




Sciopero della rete
posted by giuliaS83 @ 06:59 - martedì, 14 luglio 2009

Contro chi ascolta... contro chi parla
posted by Studio83 @ 17:00 - venerdì, 12 giugno 2009
Sono un po' perplessa per le notizie politiche di questi giorni, primo tra tutti il cosiddetto decreto legge sulle intercettazioni. Come se non fosse abbastanza preoccupante in sé, la legge non riguarda solo i limiti imposti all'uso e alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche alcuni aspetti della rete. La buona notizia della soppressione dell'emendamento D'Alia non è quindi destinata a far giore la blogosfera ma solo ad anticipare una doccia fredda forse peggiore.



in: censure
commenti [popup] || commenti

Senza parole
posted by giuliaS83 @ 10:24 - sabato, 30 maggio 2009

La notizia è di qualche giorno fa, ed è incommentabile. Einaudi ha rifiutato la pubblicazione de "I Quaderni", un'antologia di scritti del premio Nobel Saramago, perché contengono giudizi negativi su Silvio Berlusconi, presidente del consiglio italiano e proprietario (tra le altre cose) di Mondadori, che, ahimé, controlla la Einaudi.

Alle tracotanti domande del Corriere, Saramago risponde con fermezza.

Ho cono­sciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta e nes­suno in una situazione di apparente normalità demo­cratica mi potrebbe chiede­re di amputare una mia ope­ra.

Insopportabile è la chiusa dell'articolo di Dino Messina, che rileva che il rifiuto politico a Saramago è solo uno dei tanti, come se questo sminuisse e non aggravasse la faccenda (notare come al solito l'assenza di ogni cura redazionale e di virgolette per i titoli).

Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiu­tate da Einaudi, dalle poe­sie politiche postume di Giovanni Raboni al Duca di Mantova di Franco Cordel­li, sino al Corpo del capo di Marco Belpoliti, che l’auto­re ha preferito pubblicare da Guanda.


qualcosa mi dice che lui non ne sarebbe felicissimo...

Che dire? Da Booksblog:

Per dirla con Mario Portanova su L’Espresso:

Certo, nessun editore al mondo manderebbe in libreria testi che parlano male, e così male, del padrone di casa. Nessun editore al mondo, però, ha un padrone di casa così ingombrante.