Eccoci qui...
posted by giuliaS83 @ 15:28 - martedì, 01 settembre 2009
Bentornati e ben ritrovati a tutti! Dopo un mese esatto di vacanze, eccoci di nuovo qui, pronte a ripartire con le nostre attività.

Oggi vorrei riproporvi il "Piccolo vademecum" che abbiamo pubblicato a luglio in tre parti, in cui ci siamo occupate di individuare alcune strategie delle case editrici a pagamento, e di dare agli scrittori più inesperti alcuni strumenti di valutazione utili quando ci si addentra nel maremagnum dei siti web/vetrine delle case editrici.

Come riconoscere gli editori  "virtuosi" dai "furbetti"? Ci si può fare un'idea di massima prima di passare alla fase dei contatti e delle spedizioni manoscritti, per evitare proposte a pagamento indesiderate? Come evitare la doccia fredda del contratto a pagamento in coda a complimenti che parevano disinteressati?

Leggendo il nostro breve articolo, forse avrete qualche idea in più su come orientarvi.

Abbiamo accorpato le tre parti e realizzato un documento unico in PDF, che può essere scaricato liberamente, stampato, diffuso, citato e così via...  insomma, è a disposizione di chiunque voglia servirsene, secondo i modi della licenza CreativeCommons di cui ci serviamo da sempre.

Potete scaricarlo dal nostro sito, nella sezione Articoli, oppure cliccando QUI. Ogni commento, suggerimento e critica è ovviamente ben accetto!

Chiudo questo primo post settembrino con un ringraziamento a voi, navigatori e lettori del nostro piccolo blog, che anche nel bollente mese di agosto siete passati a visitare queste pagine per un totale di più di 800 accessi unici. Grazie a tutti
!

I "saldi" principi di Einaudi
posted by giuliaS83 @ 11:29 - giovedì, 23 luglio 2009
Voglio segnalare un fatto abbastanza triste che è stato riportato da Booksblog e El Aleph, e riguarda le promozioni sui titoli Einaudi, una risalente alla primavera e una di questi giorni.

A quanto pare, a fronte di uno sconto sul prezzo di copertina del 30%, la casa editrice ha pensato bene, al pari di qualsiasi commerciante da strapazzo che vuole fare il furbetto, di gonfiare gli stessi prezzi di copertina!

Guerra agli umani di Wu Ming 2 è passato da 11,50 euro a 12,50 (+ 8,5%); stessa situazione per Cane mangia cane di Edward Bunker; A ovest di Roma di John Fante è salito da 10,50 a 11,50 euro (+ 9,5%). La chiave a stella di Primo Levi è passato da 9,50 a 10,50 (+ 9,5%), I capolavori di Cesare Pavese da 17,80 a 19 (+6,8%), la Gerusalemme liberata da 14,80 a 16,50 (+ 11,5 – tutti «Einaudi Tascabili») e Le botteghe color cannella di Bruno Schulz è passato da 19 a 22 euro (+ 15,8% - collana «Letture»).

L’impressione generale, infatti, è che si approfitti delle promozioni non solo per gabbare il lettore, ma anche per dare una ritoccatina generale ai prezzi di copertina dell'intero catalogo. È difficile non pensare che questo genere di operazioni commerciali sia ideato apposta per confondere il lettore, in un settore, quello dei libri, dove di per sé è più difficile avere coscienza delle variazioni dei prezzi. Aspettiamo con ansia la prossima promozione Einaudi.

Bella roba! E come segnala anche Booksblog, nemmeno un link pubblico che rimandi a un ufficio stampa o a un ufficio reclami.

Quindi per una volta bisogna dare ragione agli editori a pagamento: perché ce l'abbiamo tutti con loro, e solo con loro? Perché non ce la prendiamo con i colossi che strozzano l'editoria, ignorano gli esordienti, censurano gli intellettuali e massacrano pure i lettori?
Invito tutti voi, lettori e soprattutto editor e scrittori, a segnalare il comportamento scandaloso di Einaudi sui vostri blog, passate parola, nella speranza che una pratica del genere venga scoraggiata e boicottata.
Da parte mia, mi riservo di segnalarlo all'associazione dei consumatori "Altroconsumo", di cui sono socia. Chiunque voglia contribuire a farsi sentire in qualsiasi modo, compreso con lettere e richiami alla casa editrice o  chi di dovere, ce lo faccia sapere.
Lettori di tutto il mondo, uniamoci! ^^

QUI la segnalazione di El Aleph dalla quale ho tratto le citazioni
QUi il post di Booksblog sui "saldi" primaverili di Einaudi
QUI il post di Booksblog sulla "promozione" di luglio

Un mini documentario sull'editoria a pagamento
posted by giuliaS83 @ 10:21 - domenica, 12 luglio 2009

Vi segnalo un video realizzato dal webmaster del portale letterario L'Isola delle Poesia sull'editoria a pagamento.  

Trovate il video anche su l'Isola della Poesia e vi invito a lasciare anche lì qualche commento per Luca.

Questo mini documentario mi è sembrato un ottimo "bignami" dal quale partire, per gli autori che non hanno nessuna idea di come funzioni l'ambiente editoriale: è giusto dare loro degli elementi basic sui quali ragionare, e magari degli spunti per incitarli a muoversi e cercare informazioni a loro volta.

L'unica mia perplessità, e ne ho parlato con Luca appena visto il video, è la dicitura "editoria gratuita". Usare questa denominazione per l'editoria tradizionale non è preciso, secondo me, perché l'editoria "tradizionale", quella che pubblica e vende in libreria senza chiedere contributi, è PAGANTE.
Lo scrittore fornisce un manoscritto che viene editato e venduto dall'editore e ne riceve in cambio dei proventi chiamati "diritto d'autore". L'espressione "editoria gratuita", invece, è il semplice rovesciamento lessicale di "editoria a pagamento", che già di per sé è un rovesciamento!

A questa mia perplessità, Luca ha risposto così:

"Il video è scritto dal punto di vista dell'aspirante scrittore ed è pensato per tutti coloro che non sanno nulla di editoria (...) , o pensano che pagare sia meglio o, addirittura, obbligatorio. Per queste persone ho usato la parola GRATUITA perchè per loro, per il livello di informazione di cui dispongono sull'argomento, a mio avviso valgono e sono maggiormente recepibili le equazioni:
editoria gratuita = non si paga per pubblicare
editoria a pagamento = si deve pagare per pubblicare"
Mi sembra una motivazione valida, spero che il suo video venga visto e diffuso il più possibile.
Ma non provate a usare in questo blog l'espressione "editoria gratuita" se non volete che mi arrabbi! ^^

 


Piccolo vademecum: come individuare una casa editrice a pagamento e capire qualcosa in più della sua politica - terza parte
posted by giuliaS83 @ 16:18 - giovedì, 09 luglio 2009
Leggi la PRIMA PARTE
Leggi la SECONDA PARTE

Un altro elemento a cui potete prestare attenzione, per riconoscere una casa editrice a pagamento e la sua politica, è il catalogo.

Parlando in generale, il catalogo è la fonte più preziosa di informazioni su quella che un tempo era chiamata "politica editoriale". Fino agli anni '80,  gli editori erano molto caratterizzati e riconoscibili l'uno dall'altro, perchè le loro pubblicazioni andavano a "dialogare" con diversi tipi di pubblico e diversi bacini culturali.
Oggi sono le piccole case editrici a mantenere delle specificità forti che le rendono riconoscibili. Ci sono case editrici di narrativa pop per giovani; editori che pubblicano opere sperimentali; altri che si orientano su letterature di determinati paesi e altre ancora che scelgono un genere di riferimento: horror, fantascienza, fantasy, narrativa di mare.
Inutile dire che, prima di mandare un manoscritto a qualcuno, è OBBLIGATORIO studiare il catalogo per capire a chi ci si rivolge e dove il proprio romanzo ha speranza di interessare.

Se cerchiamo un editore che ci pubblichi e il suo catalogo è compatibile con la nostra opera, ma non siamo sicuri della sua politica riguardo il contributo, facciamoci qualche domanda tecnica.


Piccolo vademecum: come individuare una casa editrice a pagamento e capire qualcosa in più della sua politica - seconda parte
posted by giuliaS83 @ 11:04 - lunedì, 06 luglio 2009
Leggi qui la PRIMA PARTE

Un caso diverso è se il sito della casa editrice riporta (ed evidenzia) informazioni sui servizi editoriali offerti, notizie tecniche sul tipo di carta usata o sul tipo di stampa preferita, su codici EAN e ISBN, su contratti di pubblicazione e diritti d'autore.

Indovinate un po' qual è il bacino d'utenza al quale si rivolge questo tipo di vetrina-sito? Il cliente è visibilmente lo scrittore, quindi vietato buttarsi giù quando vi "offrono" di farsi pagare!

Anche tra le proposte editoriali di questo tipo, però, ci sono diversi livelli di qualità - alla peggio, ma il cielo non voglia, diversi gradi di fregatura. L'osservazione del sito web ci aiuta capire anche che tipo di trattamento riceverà il titolo pagante.


Piccolo vademecum: come individuare una casa editrice a pagamento e capire qualcosa in più della sua politica - prima parte
posted by giuliaS83 @ 20:46 - sabato, 27 giugno 2009
Voglio segnalarvi un articolo pubblicato in tre parti sul sito dell'associazione culturale Carta Canta: si intitola "Editori corsari e autori kamikaze" e l'autore è Alberto Carollo. Linko la terza parte perchè ci sono i link anche alla prima e alla seconda, non fate confusione ;-)

L'articolo è lungo, ma molto interessante e per nulla noioso, anzi, lo definirei istruttivo e prezioso. Questi pezzi sono una miniera d'oro di informazioni per gli scrittori esordienti che hanno l'occasione di imparare qualcosa sui meccanismi editoriali e di capirli meglio.

A me è servito anche per riordinare le idee, mi ha fatto venire voglia di scrivere a mia volta qualcosa di utile per tutti: ecco a voi, dunque, la prima parte del mio vademecum sugli editori a pagamento. Sono una schifosa copiona, eh? ^^

Leggo spesso, in rete e per mail, commenti di scrittori esordienti che raccontano di una "doccia fredda" tristemente comune: una casa editrice si dimostra prodiga di complimenti verso il manoscritto ricevuto, per poi sparare una richiesta di contributo.
A volte è una proposta esosa, ma l'amarezza deriva principalmente dalla delusione di aver capito male: abbiamo scambiato un interesse commerciale per un giudizio sul valore letterario, una pubblicità per un complimento sincero.

Come evitare queste brusche cadute? Per prima cosa, smettiamola di sparare decine di manoscritti a caso e studiamo i nostri interlocutori: risparmieremo tempo, soldi e soprattutto saremo già preparati alle risposte che potremmo ricevere.


Ancora diffide
posted by elenaS83 @ 12:27 - lunedì, 11 maggio 2009
Ennesima diffida per il blog WritersDream, accusato da molte case editrici a pagamento di fare una cosa orribile: dire la verità e parlare in modo chiaro. Le tre liste nelle quali vengono classificati gli editori (Inferno, Purgatorio e Paradiso) sono state già altre volte bersaglio di critiche, denunce e diffide da parte - ovviamente - di chi era stato incluso in quella meno nobile, l'Inferno dei contributi di edizione, delle 1000 copie a carico dell'autore e via dicendo.

Oggi a farsi girare le eliche è la piccola Armando Editore, inserita appunto nell'Inferno in quanto chiede all'autore l'acquisto di un ingente numero di copie, a prezzi non proprio modici. WritersDream spiega e risponde, e lo fa con grande garbo, come al solito: portando prove, fatti e leggi.

Come sempre, anche noi assicuriamo a WritersDream ogni sostegno morale per queste tristi vicende. E troviamo straordinario che un blog non si arrenda davanti alle diffide, ma continui a fare nomi, difendendosi dalle assurde minacce con i propri semplici diritti: quelli garantiti dalla legge sulla libertà di espressione, di critica e di opinione.

Lampi di genio
posted by giuliaS83 @ 09:37 - mercoledì, 25 marzo 2009

Ieri ho avuto un lampo di genio. Mi sono imbattuta in un articolo, sul Corriere, sugli "scrittori fai da te", e ho ringraziato il cielo di essere in un paese che vanta penne informate, penne d'assalto, penne impazienti di fornire alla collettività un servizio di utilità pubblica. Poi mi sono svegliata e mi sono accorta che le suddette penne sono fuggite coi loro cervelli, a noi restano le pene.

Dopo la nascita di Kindle2, prodotto da Amazon, sappiamo che una macchinetta di tre etti può contenere le notizie, i dati o le storie di circa 1500 libri.

Una "macchinetta di tre etti"? "Le notizie, i dati o le storie"? Davvero non si può fare di meglio?

È capace di nuove funzionalità, ha un disegno grazioso — il primo Kindle era più brutto dell'anatroccolo delle fiabe — nonché un rinnovato sistema di navigazione, sedici tonalità di grigio e alta risoluzione.

La penna penosa ha dimenticato la cosa più importante: i tasti ce l'hanno la musichetta? Chi se ne frega della memoria, dei formati, dello schermo con luminosità opaca simile alla carta, ci si può scaricare lo snake? Questo è quello che interessa all'uomo della strada!

E siamo solo al primo paragrafo. A seguire, una panoramica sulla situazione del self-publishing italiano, statistiche alla mano e un interlocutore illustre, il prof. Giuliano Vigini, al quale il giornalista dà la parola solo per fargli dire che la stampa digitale è in aumento, che costa meno e che gli editori ricevono un sacco di manoscritti.

Dopo di che, abbiamo il ritratto del protagonista assoluto del "caso self-publishing".
Lulu? No, troppo moderno, è per smanettoni e l'uomo della strada non ci arriva.
Ilmiolibro.it? Piano, quella è dei concorrenti, meglio sorvolare.
Ci sono: Lampi di Stampa!

Lampi di Stampa è una casa nata per conservare in catalogo una certa opera e anche per microtirature. (...) Lampi di Stampa, per dirla in breve, alterna un'editoria tradizionale al servizio di microtiratura e al fai-da-te; è una specie di ponte tra l'editoria del passato e quella che potrebbe nascere.

... Ecco, ma dove vive 'sta gente (e chi gli ha insegnato a scrivere!)?
L'editoria che "potrebbe nascere" esiste da un bel po' e funziona anche bene, ad esempio per il caso dei libri rari o delle pubblicazioni universitarie - la nostra penna scrivana ne parla en passant, ma è molto importante, è il futuro della cultura. Ma sentiamo Lampi di stampa:

Noi, per taluni aspetti, siamo ancora degli editori perché offriamo a chi lo desidera un servizio di editing e respingiamo opere oscene o plagi.

Quel "per taluni aspetti" potrebbe far tremare le vene dei polsi a chiunque abbia avuto a che fare con l'editoria a pagamento. Non è il caso della penna giuliva, che non si preoccupa di andare oltre le dichiarazioni del direttore editoriale.

(...) le Messaggerie, la grande catena che distribuisce tra l'altro Garzanti, Longanesi, Vallardi e la stessa Lampi di Stampa

No, caro giovane, non è esattamente così. Basta andare sul sito di Lampi di Stampa per accorgersi che Messaggerie non è semplicemente il distributore, ma l'azienda "madre" di cui la casa editrice è una costola.

Quindi abbiamo qualcosa di simile a Ilmiolibro.it, un colosso editoriale/distributivo che apre (o acquisisce nel suo gruppo) un print on demand per intercettare il target degli scrittori, oltre a quello già coperto dei lettori. 
Questo sarebbe un discorso interessante da affrontare: il print on demand degli autori esordienti è un mercato destinato a cambiare il panorama editoriale? Oppure è solo un momentaneo "tacchino grasso" su cui cercano di buttarsi tutti prima che si esaurisca, una specie di bolla? Le Messaggerie posseggono mari e monti: edicole, catene di librerie, case editrici, marchi a volontà, questa pubblicità a Lampi di Stampa (perché a me sembra proprio una pubblicità, altrimenti almeno un altro nome avrebbero dovuto farlo!) significa qualcosa?

Non lo sapremo mai, ma forse possiamo immaginarlo. Ce ne sono tanti, di articoli superficiali e approssimativi come questo, che traboccano di sense of wonder per la rete ma che ancora non la sanno usare. Che parlano solo di alcune cose e sembrano ignorarne altre. Che non approfondiscono. Che la buttano lì.

Occhi aperti, ragazzi, il print on demand è un mercato caldo. Lo dimostra anche questo.


Achtung!!!
posted by elenaS83 @ 10:45 - venerdì, 13 febbraio 2009
C'è una moda dilagante, nell'ambito dell'editoria a pagamento contemporanea, che sta prendendo sempre più piede e di cui abbiamo spesso parlato: quella della QUERELA PER DIFFAMAZIONE. In pratica, dette case editrici hanno radunato una sorta di braccio armato virtuale, una legione di subalterni blogomani, e li hanno dispersi per la Rete a caccia di discussioni, commenti, post che contengano l'Offesa Suprema, l'Onta Incancellabile, la Bestemmia Cosmica, alla quale opporre, come arma di difesa, il paventato tentativo di ricorrere per vie legali: la definizione "casa editrice a pagamento".



Ecco, stando alle case editrici a pagamento, o comunque a una loro ampia percentuale, la stessa definizione "casa editrice a pagamento" è una mortale offesa lesiva dell'immagine e della dignità dell'azienda, filosofia che mi sembra un tantino schizofrenica, se sostenuta da chi, di fatto, si definisce casa editrice ma offre a pagamento servizi che nell'editoria tradizionale sono a carico dell'editore.

L'abbiamo già detto altre volte, lo ripetiamo: l'editoria a pagamento, per quanto controversa e poco ortodossa, non deve essere necessariamente un male, se al contributo da parte dell'autore si accompagna una politica editoriale come cristo comanda. Il problema semmai è la totale deviazione e aberrazione di questo principio, che ha portato decine e decine di case editrici spuntate dal nulla a riversare nel mondo tonnellate di carta straccia, libri stampati senza alcun elemento che ne giustificasse la pubblicazione, se non il tornaconto economico.

Ed ecco che "a pagamento" diventa locuzione non gradita alle stesse case editrici che la mettono in pratica, da evitare, da sussurrare piano, da spiegare con giri infiniti di parole, pena l'arrivo della famosa, temuta QUERELA. Ormai la mitica querela è diventata quasi un tratto distintivo dei blog che parlano di editoria, una sorta di medaglia al valore, un po' come le cicatrici da sparatoria per i rapper americani.



La cosa lì per lì può anche far ridere, del resto si tratta di azioni legali risibili, che poggiano su basi inesistenti, tuttavia mi premeva sottolineare come questa situazione stia diventando sempre più seccante, tanto più che va a danneggiare un diritto fondamentale, quello della libertà di parola. Ecco, un ambiente in cui la libera espressione viene "punita" con rappresaglie legali, io non riesco proprio a tollerarlo.

Questa riflessione è nata stamattina dopo aver letto le vicissitudini del blog di Writers Dream, che già tempo fa ebbe noie simili, e oggi si ritrova una diffida inviata dalla casa editrice Deinotera.
Addirittura, i gestori del forum vengono accusati di aver accostato il nome della casa editrice "[...]senza alcuna a moderazione, ad espressioni improprie, ingiuste e fuorvianti, cagionandole grave nocumento" in modo "offensivo della dignità e dell’onore".

Quindi tu esprimi un'opinione e vieni trattato come una specie di apologeta nazista che va in giro a ledere l'altrui dignità.


Ma stiamo scherzando?




Un popolo di...
posted by giuliaS83 @ 18:24 - mercoledì, 14 gennaio 2009

Il quotidiano "Affari Italiani" ha di recente pubblicato un articolo sull'editoria a pagamento, interessante già dal titolo: "Un popolo di navigatori, santi e scrittori... a pagamento". L'intervento riassume in modo conciso ma esaustivo il problema dell'editoria a pagamento, cita due testi di riferimento (entrambi recensiti da noi: "Esordienti da spennare" e "L'autore in cerca di editore") e riporta acuni avvenimenti recenti, come il contenzioso de Il Filo Vs Bianciardi e la recente polemica sullo scrittore, sempre de Il Filo, Fabio Fazio.

L'articolo cita anche la Lista E.A.P., la lista degli editori a pagamento stilata con indubbia pazienza e imperturbabilità dai baldi "scribacchini" (:-D!) di Writer's Dream, che hanno avuto più di un grattacapo a causa della propria schiettezza (sono arrivata all'articolo proprio dal loro blog).

Nell'ultima parte dell'articolo si cita anche un esempio virtuoso: quello di Albalibri, una casa editrice da noi già nominata a proposito della (ormai) rara virtù di tradurre gli stranieri dalla lingua originale.  È bello leggere la storia del fondatore di Albalibri, Clirim Muça, delle sue alterne vicende e della particolare strategia della sua casa editrice: tirature bassissime, forte spinta all'evento e nessuna richiesta di contributo.

La quale richiesta, torno a ripeterlo, non è di per sé una piaga capitale. La disonestà lo è,  come il lucro indiscriminato e la cinconvenzione di buona fede. Esistono anche case editrici, come la Lietocolle, "costretta" dal mercato a chiedere un aiuto anche agli autori. Oltre al contributo però esiste una selezione dei titoli che ha portato a un catalogo di qualità nel quale sono inclusi nomi importanti della poesia. Insomma, come sempre non ci sono solo gli estremi ma anche le sfumature, è giusto ricordarselo.

Un applauso comunque all'autore dell'articolo di Affari Italiani, Antonio Prudenzano, che accanto alla dote della sintesi ha dalla sua anche chiarezza e documentazione.