Esordiamo: "La fossa comune"
posted by giuliaS83 @ 12:18 - venerdì, 06 novembre 2009



Di Alessandro Bastasi si può subito dire che la penna in mano la sa tenere e che, pur se migliorabile, “La fossa comune” è un romanzo ben costruito, con una struttura solida e una buona suspance. La scelta dell’autore è quella che paga di più in assoluto: parlare di cose che conosce.

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Riapertura "Esordiamo!"
posted by elenaS83 @ 16:17 - martedì, 15 settembre 2009
Dopo aver sospeso la rubrica "Esordiamo!" a tempo indeterminato per dedicarci al bollettino letterario "Venti Nodi", annuncio ufficialmente la riapertura dell'iniziativa. In questi due mesi si sono accumulate un po' di richieste, quindi chiediamo di avere un po' di pazienza: magari ci vorrà un po' di tempo, ma pian piano recensiremo tutti. L'importante è avvisarci sempre prima di spedire, per il resto faremo del nostro meglio, compatibilmente con tutti gli altri impegni. Vi aspettiamo! ^____^


Candidato al consiglio d'istituto
posted by giuliaS83 @ 15:05 - lunedì, 04 maggio 2009

Ho pubblicato sul nostro sito la recensione dell'opera prima "Candidato al consiglio d'istituto" di Massimo Cortese, edita da Montag. Contrariamente alle apparenze, "Esordiamo!" è ancora chiusa, e questa è l'ultima opera recensita, arrivataci prima dell'annuncio della sospensione dell'iniziativa.

Lavoro permettendo, contiamo di far ripartire "Esordiamo!" per l'inizio dell'estate, sicuramente dopo la Fiera del Libro di Torino e la release di "Venti Nodi". Restate in attesa del nostro annuncio e preparate i francobolli!


La lettura è resa piacevole da uno stile scorrevole e coinvolgente, che suscita la curiosità del lettore e lo invita a voltare via via pagina. Pur non trattandosi di eventi particolarmente “spumeggianti”, Cortese riesce a renderli, attraverso le sue parole, interessanti, grazie a una certa bravura nel trovare l’aspetto singolare delle cose quotidiane.

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Piccola storia di provincia
posted by giuliaS83 @ 15:48 - lunedì, 16 marzo 2009

Ho recensito per "Esordiamo!" il romanzo "Piccola storia di provincia" di Michela Mamprin. La recensione è negativa, e devo ammettere che mai come questa volta mi dispiace di dare una stroncatura. Sin dall'inizio, l'autrice si è distinta per gentilezza e disponibilità: ad esempio ha inserito il banner dell'iniziatva PRIMA che la sua recensione fosse pubblicata, e ha segnalato "Venti Nodi" di sua iniziativa.

Forse, finora siamo state particolarmente sfortunate, ma trovare un'autrice esordiente che si muove in anticipo, usa le parole "per favore" e "grazie" nelle mail e non pretende di essere letta e recensita in una settimana ci ha veramente rincuorate.

Detto questo, il mio lavoro è quello di dare un giudizio sull'opera di esordio, e se mi fossi fatta condizionare dalla simpatia personale, il mio lavoro l'avrei fatto male.


Il problema fondamentale del romanzo, infatti, è l’inaccuratezza. L’inaccuratezza è nella caratterizzazione dei personaggi: spesso non si riesce a capire quale posizione assumano nei loro confronti gli altri caratteri e la stessa autrice.

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Mi ricollego a un pezzo di qualche tempo fa, in cui Elena bacchettava uno scrittore maldestro: l’autore dovrà perdonarmi, ma il mio modo di portargli il maggiore rispetto possibile sarà questo: trattarlo come uno scrittore, non come un giovane di belle speranze che ha avuto il fegato di tirar fuori il manoscritto dal cassetto, al quale non si trova il coraggio di fare del male.

Lo stesso discorso vale per la mia recensione di "Piccola storia di provincia": i complimenti fasulli non sono in linea con il nostro stile e fanno un male incredibile agli artisti in erba. Alcuni di essi reagiscono malissimo, come il caso appena citato. Altri incassano con stile, come accadde, ad esempio, con Giovanni De Santis e il suo "La crocifissione delle illusioni".
Tutti, però, hanno un tratto in comune: l'essere "danneggiati" dalla pubblicazione - almeno in questa sede e solo dal punto di vista del giudizio letterario, ovviamente. Lo scivolone potrebbe essere evitato con un po' meno di precipitazione, e soprattutto cercando un editore attento, che non chieda soldi e che voglia lavorare sul testo insieme allo scrittore, facendolo crescere e investendo soldi in qualcosa in cui riconosce delle potenzialità.

E se un editore del genere che vi pubblichi è così difficile da trovare, ragazzi miei, forse un motivo c'è. Forse avete un altro po' di lavoro davanti a voi,  prima di gettarvi alla ribalta.


Regolamento "Esordiamo!"
posted by elenaS83 @ 16:05 - venerdì, 06 febbraio 2009
Salve a tutti!

Nelle ultime settimane abbiamo valutato l'idea di modificare alcuni punti del regolamento di "Esordiamo!" che, a nostro avviso, avevano bisogno di una limatina. Su tutti, il passaggio che riguarda la rimozione delle recensioni in caso di mancato riscontro da parte dell'autore.

Innanzitutto, che la recensione sia positiva o negativa, non ci fa piacere dover cancellare qualcosa su cui abbiamo lavorato e investito del tempo; in secondo luogo, questa regola potrebbe portare chi ha ricevuto giudizio negativo a non pubblicare il nostro banner, proprio allo scopo di far rimuovere la recensione non gradita. E' come se, una volta ricevuto un romanzo, leggessimo le prime pagine e, non trovandolo di nostro gusto, rispondessimo all'autore: "Ho cambiato idea, non ti recensisco più". Un po' troppo facile!

Ecco, non vogliamo insistere tanto sul fatto che le opere prime le recensiamo gratuitamente, visto che l'iniziativa l'abbiamo pensata e lanciata noi, quanto sul fatto che leggere un libro per recensirlo richiede attenzione, energie mentali, tempo. Rimuovere la recensione significherebbe che quel tempo e quelle energie sono state inutili.

D'ora in poi, pertanto, le recensioni degli autori inadempienti saranno eliminate solo a nostra discrezione: anche nel caso decidessimo di lasciarle on-line, verranno comunque contrassegnate con il BOLLINO NERO.




Rosiconi avvisati!

Trasformazioni Invisibili
posted by elenaS83 @ 11:53 - venerdì, 30 gennaio 2009
Salve a tutti!

Segnalo la pubblicazione della recensione all'antologia "Trasformazioni Invisibili" di Anthony Colannino, Arduino Sacco Editore, nell'ambito dell'iniziativa "Esordiamo!".



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I Corvi e i Campi di Grano
posted by giuliaS83 @ 09:30 - venerdì, 04 aprile 2008
Pubblico la recensione all'antologia di racconti Horror di Maria Galella, la scrittrice che ci ha contattate per "Esordiamo!". L'opera ha alcuni punti di interesse, i racconti sono ben costruiti e le idee non mancano. Ho però individuato anche dei punti deboli, da ricondursi alla debolezza dello stile. Potrei dire, usando una metafora non so quanto azzeccata, che spesso il modo di raccontare è simile a un tratto ricalcato: fa il suo lavoro e non manca di rappresentare, ma manca completamente di personalità.


Maria Galella, I corvi e i campi di grano, Natrusso Communications, 2007, Noli (SV)



La scrittrice riesce a tenere l’interesse del lettore a un buon livello, non si è mai tentati di posare il libretto o interrompere un racconto a metà, un pregio da non sottovalutare di questi tempi… purtroppo.

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Faccio tanti auguri a Maria Galella, che ha buone esperienze alle spalle, di farne altrettante e anche di più - cosa che se seguirà i nostri consigli avverrà di sicuro ^_^ .

La crocifissione delle illusioni
posted by giuliaS83 @ 16:38 - giovedì, 20 marzo 2008
È online la recensione del libro di Giuseppe De Santis, simpatico scrittore che si è rivolto a noi nell'ambito di "Esordiamo!"

Anche se la recensione non è positiva, non la considero una stroncatura in toto, come ho scritto le potenzialità ci sono. Quello che manca, forse, è la capacità di guardare da fuori, con un "occhio clinico", i risultati del proprio lavoro: non è cosa facile e si acquisisce con molti sforzi... e grazie a pareri sinceri, anche se non lusinghieri, come quello che ho cercato di fornire.

Giuseppe De Santis, La crocifissione delle illusioni, Il Filo, Roma, 2006

“La crocifissione delle illusioni”, se vogliamo, è una sequenza di descrizioni, alcune molto ben riuscite, altre suggestive, altre noiose e altre ancora incomprensibili. Ci sono ambienti, sogni, emozioni, sensazioni, ricordi, senza soluzione di continuità... qualsiasi accadimento è ben nascosto, perciò l’opera risulta un lungo esercizio di stile.

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una parentesi sull'editoria a pagamento
posted by Studio83 @ 14:07 - lunedì, 11 febbraio 2008
Negli ultimi tempi si è parlato, anche in questa sede, di case editrici a pagamento, della loro politica, del ruolo in un mercato editoriale ingolfato.

Secondo me l'editoria a pagamento non è di per sé un male: è "esplosa" con la nascita del print-on-demand, come editoria "di servizio", che permettesse di stampare volumi in bassa tiratura con costi contenuti e qualità, se non da offset, comunque più che amatoriale.
Può accadere che si abbia bisogno di realizzare libretti, opuscoli, o che si voglia stampare opere con un bacino di utenza già determinato al di fuori della libreria: poesie da regalare, il romanzo da proporre agli editori con l'equivalente di un "demo", e così via. Può essere un mezzo molto vantaggioso.

Una casa editrice a pagamento è un'azienda, proprio come una casa editrice tout court: la differenza statutaria è la diversa distribuzione del rischio e il diverso target a cui riferirsi (la prima guadagna su chi scrive, la seconda su chi legge).
Io per prima mi sono opposta con forza a certe operazioni editoriali di dubbio valore, ai cataloghi con novecento nuove uscite l'anno pagate dagli autori, alla mancanza di selezione e di un coerente discorso culturale sottostante alcuni testi. Però ripeto: questo tipo di difetti esistono da entrambe le parti, e come me la sono presa con stampatori indiscriminati, così non mi sento di elogiare Feltrinelli che stampa anche la lista della spesa di Benni solo perché non lo fa pagare.



un'opera stampata senza contributo da parte dell'autore e con un editing scrupoloso che ne ha migliorato di molto la forma

Manteniamo un po' di obiettività! Si fa presto a dare la colpa della crisi del libro all'editoria a pagamento, come fanno alcuni piccoli editori, specialmente se il problema principale è la crisi dei propri libri, che non si vendono per mille motivi sicuramente diversi dall'astuzia di alcune aziende.


capolavoro!

Sì, perché di astuzia si tratta: qualsiasi autore con un po' di attenzione si renderà conto della natura più commerciale che culturale di alcune proposte di pubblicazione a patto che abbia motivi più validi della propria vanità per pubblicare. Ad esempio la volontà di diffondere i propri lavori, o di affidarsi a qualcuno di più competente di un semplice tipografo: ci sono case editrici a pagamento che lavorano sui testi!

Il discorso cambia quando un autore pensa che una proposta editoriale a pagamento sia una prova del proprio valore letterario, e che il proprio nome su una copertina sia la prova di essere uno scrittore. Non dimentichiamo che il mondo è pieno anche di cattivi scrittori, e il giudizio non spetta a chi stampa, né a chi scrive, ma a chi legge.


un talento sottovalutato?

 
Per questo motivo noi di Studio83 abbiamo redatto il regolamento di "Esordiamo!" considerando come opera d'esordio la prima opera pubblicata in assoluto, anche con un editore a pagamento.  A prescindere dalla qualità della casa editrice a cui ci si rivolge, quando uno scrittore investe su se stesso e decide che è arrivato il momento che la propria opera sia pubblicata (e abbia un ISBN!), quell'opera diventa passibile di un giudizio e di una critica letteraria seria e circostanziata.

Concludo con un appello agli scrittori: se volete pubblicare dando un contributo, non badate troppo a chi vi accusa di lesa cultura. Il mondo editoriale tradizionale è talmente chiuso che provare a emergere in altri modi, magari autopromuovendosi, è lecito e anche giusto.
Però mi raccomando: prima di decidere di "fare outing" affidatevi a un giudizio un po' più competente di quello di vostro cuggino (magari il nostro ^^... ma va bene anche frequentare un corso, o affidarsi alla lettura incrociata, o pubblicare su un blog,  l'importante  è che cerchiate la CRITICA, il giudizio NEGATIVO, per crescere!)  e  fate bene attenzione alla casa editrice che scegliete, al contratto che vi propone, fate tutti i controlli necessari prima di sborsare i soldi.


non vi pare un po' sospetto come editore?

E una volta stampato il libro, per dirvi scrittori a pieno titolo dovete affrontare la prova del fuoco, il cerbero incazzato, la zia invidiosa, l'idra di Lerna che non aspetta che di farvi a pezzi: il critico letterario! >:-D

...In bocca al lupo!!!
[Giulia]

Black Notes
posted by giuliaS83 @ 10:21 - lunedì, 03 dicembre 2007
Roberto Estavio, Black Notes, Magnetica Edizioni, 2007


“Black Notes” racconta, servendosi di un grossolano flusso di coscienza, la vita irrisolta di un individuo il cui problema principale è l’abulia e la mancanza di slancio, alla quale reagisce un tentativo alla volta, quasi nascondendolo anche a se stesso. Estavio rende bene il problema della mancanza di prospettive esistenziali, che non è esclusivo della provincia: piuttosto, è un’attitudine generale alla vita, che non contempla la possibilità di rischiare qualcosa per mettersi in gioco.

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Chi leggerà la recensione a "Black Notes" capirà che, a mio avviso, il problema principale del romanzo è l'editore.

Apro una parentesi più generale, che non vuole essere un rimprovero o un ostracismo contro un caso particolare (quindi non è rivolto contro Estavio!)

Una casa editrice è tale non certo perché stampa, ma perché cura, edita e "confeziona", qualunque cosa significhi, il testo che l'autore ha scritto.
Tra la creazione e la stampa c'è un lavoro invisibile ma imprescindibile:  in primis il "trattamento" del testo secondo delle norme redazionali che lo rendano leggibile con più facilità. Se la casa editrice ha scopi più culturali, può esserci  un'armonizzazione e una valorizzazione del pezzo;  se è orientata esclusivamente all'incasso il testo viene "uniformato" ad altri, magari cambiato per rispondere alle aspettatitve del pubblico.  Se la casa editrice non è una casa editrice, il lavoro è del tutto assente, e la cosa sarà tragicamente chiara a partire dal grado zero del testo: i caratteri, gli spazi, la punteggiatura, l'impaginazione, la veste redazionale, insomma.

Dato che non mi piace generalizzare, non escludo mai il testo di un autore solo perché è stampato a pagamento, e non condanno in blocco le case editrici che chiedono un contributo:  ma ricordo agli autori che, se si affidano a chi è poco serio (o magari è un semplice tipografo), verranno colpevolizzati dal lettore, a causa della mancanza di un lavoro sul testo che, pur non spettando allo scrittore, lo coinvolge comunque.
 
Scrivere e pubblicare non sono sinonimi! E se l'autore ritiene di rendere pubblico il suo lavoro senza pretendere che l'editore (pagato o meno) faccia la sua, la responsabilità del risultato ricade su entrambi.