Passata più di una settimana dalla Fiera del Libro di Torino, e qualche giorno dalla prima release di Venti Nodi che mi ha prosciugato tempo ed energie (che dite, ne è valsa la pena? ^^) ho ripensato alla nostra sortita in Fiera, ho letto qualche post di chi ci è stato, e vorrei fare qualche osservazione.

La Fiera del Libro è un evento che dovrebbe richiamare lettori da tutta Italia e operatori dall'intero consesso internazionale. Anno dopo anno, però, mi sembra che l'organizzazione faccia di tutto per allontanare i volenterosi con una serie di disservizi e casini non indifferenti.
Si tiene in questi giorni, al Palazzo dei Congressi di Roma, la consueta Fiera della Piccola e Media editoria, "Più Libri Più Liberi", alla quale avevamo già partecipato lo scorso anno. Certo la scelta di organizzare la fiera proprio durante il ponte dell'8 dicembre non mi sembra proprio azzeccatissima, tuttavia il sole di oggi e la temperatura mite hanno reso piacevole il soggiorno; se a questo aggiungiamo che, all'interno del Palazzo, si rasentavano climi equatoriali, gli amanti della bella stagione - come me - potranno comunque ritenersi soddisfatti.
Rispetto all'edizione 2007, malgrado crisi reali o paventate, la folla dei partecipanti è, se non raddoppiata, comunque aumentata in maniera consistente: i corridoi erano letteralmente intasati di persone, rendendo piuttosto ardua anche la semplice deambulazione in linea retta - per non parlare delle soste ai vari stand, dove giusto Kate Moss sarebbe riuscita a parcheggiarsi.

Gli editori e la disposizione degli stand erano pressoché identici a quelli dell'anno passato, erano presenti molte realtà della piccola editoria di qualità italiana, così come i soliti noti a pagamento (senza fare nomi, insomma, meglio cucirsi la bocca a Filo doppio) con la loro distesa di 50000 nuove pubblicazioni del mese di dicembre.
Scivolando tipo piattola nella fiumana invalicabile, sono riuscita a raggiungere il Caffé Letterario, dove era in atto una presentazione di poesie in lingua spagnola, accompagnate da un bravissimo quartetto di giovani cantanti e dalla presenza di nientepopodimeno che Rita Levi Montalcini, impeccabile come sempre nella sua divisa d'altri tempi. Sono anche riuscita a fotografarla da dietro il muro di folla, tiè!

Non sono riuscita a seguire tutto l'evento perché restare fermi lì era logisticamente impossibile, e qui chiamerei un attimo in causa gli organizzatori della Fiera: scusatemi tanto, ma i tavolini del Caffé Letterario erano proprio necessari? Di tutti i presenti interessati, sono riusciti a sedersi neanche il 10%; di contro, però, i tavoli occupavano tutto lo spazio e non c'era più posto neanche per stare in piedi. Bella mossa!
Al piano superiore, la situazione era più rilassata (e la temperatura virava pericolosamente verso il genere atollo vulcanico), così ho potuto passeggiare con più calma e dare un'occhiata ai vari stand, tra i quali mi è rimasto impresso quello della Editing Edizioni, che regalava un prosecco nano per l'acquisto di almeno un libro. Vi dirò: si fosse trattato di panettone, un pensierino ce l'avrei fatto...

Al piano superiore si trovava anche l'area bambini, caratterizzata dalla presenza di stand dedicati alla narrativa infantile e di mocciosi che correvano a destra e sinistra andandosi a schiantare sulle gambe delle persone. Sulle splendide panche a loro destinate, immerse in una simpatica scenografia verde a mo' di parco, riposavano invece in tutta tranquillità genitori e nonni.
Purtroppo non è stato possibile assistere ad altre presentazioni o eventi perché la folla era davvero tanta, e questo punto tirerei delle somme positive per questa Fiera 2008: malgrado tutto, i lettori sono tanti e non si fanno spaventare; inoltre, questi eventi sono un'ottima occasione per permettere la diffusione di una letteratura alternativa, e vedere un feedback così entusiastico da parte del pubblico lascia ben sperare che il futuro del mercato editoriale non sia così nero come molti prevedono.
Sabato scorso siamo andate al PisaBookFestival, la fiera della piccola editoria che negli anni scorsi ha ricevuto molti giudizi positivi. Mi dispiace dire che è stata una delusione. I motivi sono diversi ma hanno origine da un errore di base: la volontà di privilegiare la quantità e i numeri alla qualità e alla nicchia.

La fiera si è sempre svolta nel centro storico di Pisa: già questa era una ragione sufficiente per andarci! Quest'anno, invece, è stata spostata fuori città, in un outback cementificato posto tra una ribalta di mezzi pesanti e il mercato ortofrutticolo all'ingrosso.
Recinti di ferro, piazzali di cemento e stand collocati dentro i capannoni, o arrangiati sotto tendoni, o posti insospettabilmente dietro lo spazio bar-fast food. Insomma un ambiente agghiacciante.
Anche l'allestimento degli interni lasciava a desiderare: stand con le strutture portanti in bella vista, fili, tavolini di plastica tra gli ingressi, tutto all'insegna del risparmio.
Abbiamo assistito a una conferenza nella cosiddetta "sala arancio": un perimetro al centro di uno dei capannoni, allestito con sedie, microfoni e palco, senza uno straccio di separazione dagli stand e dalle persone che passavano di lì, con buona pace dell'acustica e del raccoglimento.
Di sabato pomeriggio, poi, c'erano più addetti che visitatori. Qualche annuncio diffuso nella landa da altoparlanti stile lager era pronunciato in un italiano stentato che storpiava nomi e titoli. Gli steward vestiti in camicia e panciotto grangalà erano per lo più ragazzini: alla loro gentilezza e buona volontà si perdona un "VADI a destra" di fantozziana memoria, ma insomma...

Elena è sorridente. Notate la landa alle sue spalle rifinita dal ponteggio pericolante.
Per quanto riguarda l'offerta culturale, c'erano diversi stand e molti editori, anche se la vastità desolante del luogo faceva sembrare tutto il resto più piccolo (tranne il mega banco de "Il Filo"!). Nota positiva per la presenza di un banco di Bookcrossers e per quello del grande "Vernacoliere", per quanto riguarda il paese ospite, se fossi stata un'editore norvegese avrei piantato lì baracca e burattini e me ne sarei andata a zonzo a Piazza dei Miracoli.
C'è stata anche un'offerta interessante di incontri e convegni, con temi particolari che facevano onore all'offerta eterogenea della piccola editoria: dal cacciucco alla veterinaria omeopatica ai consigli agli scrittori esordienti al noir.
Il tutto però è stato davvero penalizzato dalla cornice, con buona pace di chi predica il prevalere dei contenuti sulla forma, e che magari sarebbe stato contentissimo di vagare tra i capannoni e gli spiazzi erbosi, vedersi scodellare su una tangenziale dalla navetta e ascoltare il sospiro frustrato dell'editore indipendente, che ti confessa che il giorno prima ha venduto lo stesso numero di libri del grande editore: cinque.

Io invece sono disperata.
Insomma, l'edizione 2008 del PisaBookFestival si merita una bella stroncatura. Non soltanto per l'allestimento e l'organizzazione che hanno remato contro qualsiasi intento di decoro, ma anche per quello che ci leggo dietro: era proprio necessario spostare tutto nel grande spazio extraurbano con la speranza di sbancare il botteghino? Era necessario trasformare un emporio gradevole e caratteristico e, sì, ristretto e di nicchia in un megacentrocommerciale? I risultati sono la risposta.

Il Club degli Audiolettori parteciperà anche alla Piccola Fiera degli Scrittori Anonimi, una simpatica iniziativa che avrà luogo domenica prossima, il 21 settembre, nel comune di Bucine, in provincia di Arezzo. La fiera si propone di dare visibilità agli scrittori emergenti, attraverso la pubblicazione online delle loro opere con licenza CreativeCommons, e di offrire loro la vetrina della fiera per conoscersi e farsi conoscere. Purtroppo, non trovo i dettagli dell'edizione di quest'anno nemmeno sul loro sito, dove è pubblicata una sola opera. Scarsa informazione o diffidenza degli scrittori? Ai posteri...
La bella Macerata ospiterà una non stop di seminari e lezioni dedicati alla favola, alla fiaba e all'illustazione per ragazzi, grazie all'impegno dell'associazione "Fabbrica delle favole".

Cappuccetto Rosso secondo Anna Laura Cantone
Ecco uno stralcio del comunicato stampa:
" A “lezioni di favola” con i più noti artisti internazionali da lunedì 23 giugno in un no stop fino al 9 agosto (aule dell'Accademia di Belle Arti).
La varietà dei corsi estivi di illustrazione (corsi base, liberi, perfezionamento), l'affluenza dei partecipanti da ogni parte del mondo e la presenza dei più autorevoli esponenti delle varie tendenze dell'illustrazione internazionale e del fumetto d'autore (Innocenti, Valentinis, Tessaro, Montanari, Ghermandi, Cneut, Chessa, Evangelista, Negrin, Cantone, Konstantinov, Zabala, Blanco) fanno di Macerata una piccola capitale dell'illustrazione per l'infanzia.
Novità 2008 è anche la rassegna estiva “Libriamoci Mostra Internazionale di Illustrazione” al Polo Bibliotecario Centrale dell’ Università di Macerata (24 giugno / 7 agosto).
Tra i progetti news troviamo i seminari di editoria aperti a quanti desiderano conoscere più da vicino il panorama editoriale italiano ed internazionale. L'ingresso ai seminari, tenuti dai responsabili di prestigiose case editrici, è libero, con prenotazione obbligatoria. "
Riguardo al resto... sono giorni un po' frenetici e mi limiterò a qualche segnalazione ancora per un po', ma stanno per arrivare nuove recensioni. A presto!
Parte a Roma la settimana del libro al Tempio di Adriano. Roma si conferma capitale anche dell'editoria, con un panorama di piccole case editrici giovani, dinamiche, indipendenti, che la portano al terzo posto in Italia per numero di titoli pubblicati. Chi può, non perda questa manifestazione, il programma è QUI.

A Milano, invece, il 27 giugno si terrà Editech 2008, una giornata sul tema dell'innovazione tecnologica nel campo editoriale che si annuncia interessante, magari ci andrò anch'io.

Roma, Milano, a volte Torino o Bologna: gli eventi che segnalo si svolgono principalmente in queste grandi città, più che altro perché sono quelli di cui si riesce a reperire meglio informazioni. Ma l'estate porta con sé incontri e festival un po' ovunque, e se qualcuno avesse notizia di fiere o incontri nella sua città, non esiti a segnalarcelo, e riferiremo prontamente.
Buona settimana e "Addio, triste lunedì"...
Oltre Milano e Roma, anche Bologna ospiterà un festival dedicato alla letteratura gialla e noir, che è alla sua terza edizione: il Bo-noir, che partirà domenica 6 luglio. QUI il programma, molto interessante, e le news correlate.

A questo proposito, vorrei rimandarvi a un articolo letto oggi su Corriere.it riguardante il grande successo nel nostro paese di festival ed eventi culturali, che registrano ottimi numeri di pubblico e hanno luogo numerosi soprattutto con la bella stagione.
Questo mi porta a una considerazione: vedo una spaccatura sempre più profonda tra la cosiddetta "società", ovvero il consesso civico delle persone che affollano i festival, si incontrano tramite il volontariato, si informano tramite blog, e la "politica": le istituzioni, le cariche pubbliche intente a confezionarsi le leggi su misura senza troppi problemi, e anche i giornali, molti dei quali non hanno ancora capito bene il fenomeno dei blog, e continuano imperterriti a falsare e nascondere le notizie senza rendersi conto che la gente se le va a cercare. A cosa porterà questo gap sempre più marcato?
La bella stagione (?) porta con sé tante manifestazioni da vivere all'aperto e in compagnia. Tra queste, ne segnalo due "parallele" dedicate alla letteratura gialla e noir.
"Milano in Bionda" è il primo festival milanese "noir", organizzato in collaborazione con la birra Menabrea. Sulla locandina, "ingresso libero" e "birra per tutti" fanno ben sperare che il festival, oltre a festeggiare il genere giallo, darà anche nuovi spunti "romanzeschi" agli scrittori presenti e ancora lucidi.
Roma invece dedica ben due week end al tema: con "Trastevere Noir", che offrirà incontri letterari, musicali e performance per "rendere completa l'offerta culturale dell'inizativa".
La fonte di queste notizie è Milano Nera: invito tutti gli appassionati a visitare la webzine diretta da Paolo Roversi che contiene agenzie, notizie, recensioni e articoli; da poco ha inaugurato anche una versione cartacea free press, che sta andando benissimo ed è ben fatta. Ci troverete molti spunti e consigli di lettura, alcuni dei quali originali e interessanti. Buona lettura!
UPDATE: Spulciando per i blog, mi imbatto in un intervento di Massimo Carlotto sul giallo contemporaneo: la sua opinione è che il genere ha ormai perso la sua carica "sociale" e la capicità di raccontare i contrasti della società, e si è ritirato nell'evasione, da lui chiamata "letteratura puramente consolatoria", parafrasando forse il celebre attacco che Marx ed Engels rivolsero nel "Manifesto" a Eugene Sue e al suo "I misteri di Parigi", uno degli "antenati" del moderno noir.
Di tutt'altro avviso mi sembra Alessandro Baricco, il re della letteratura di evasione, che sul Corriere parla dei "limiti e pericoli" dei romanzi come "Gomorra", che definisce"categoria di narrazione che prevale sull'informazione, la metamorfosi ultima del giornalismo". MAH...
Seguendo il buon esempio di Booksweb, pubblichiamo anche noi le pillole "Un libro in un minuto" realizzate nel corso della Fiera del libro di Torino. Sono davvero interessanti!
Stefano Donno per Besa ci parla di "Gli autori invisibili" di Ilide Carmignani, una raccolta di interviste a grandi scrittori che ruota intorno al mestiere del traduttore letterario.
Elena Ioli di Dedalo Edizioni presenta "La mia linea di universo" di George Gamow, l'"autobiografia informale" di un grande scienziato e il racconto ironico delle maggiori evoluzioni scientifiche del XX secolo.
"Un miliardo di donne come Eva" di Robert Reed è il romanzo presentato da Silvio Sosio, per DelosBooks: una distopia che si è aggiudicata il Premio Hugo 2007.

Flora Albarano di Guida Editore propone invece "L'uomo allo specchio" di Dante De Rosa, un libro sulla scoperta della propria personalità attraverso l'analisi dei propri... vizi capitali. Alzi la mano chi pensa di salvarsi...

L'editore di Interlinea Roberto Cicala ci parla dei "Frammenti Lirici" di Clemente Rebora, grandissimo poeta novecentesco riproposto in un'edizione davvero bella, corredata di un apparato critico che valorizza gli splendidi componimenti espressionisti.
"Viva Las Vegas!" : una raccolta di racconti di giovani autori pensata appositamente per "festeggiare" la nascita della casa editrice Las Vegas, presentata dal curatore Andrea Malabaila.

Laura Morrone porta la bandiera di Magenes edizioni, presentando "Canali di Francia" di Carlo Piccinelli: la casa editrice, specializzata in libri e romanzi di mare, inaugura con questo volume una collana "pratica" dedicata ai navigatori.
Anna Saleppichi, editor di Stampalternativa, di parla di "Dolly City" di Orly Castel-Bloom, un romanzo ambientato a Tel Aviv il cui valore è stato riconosciuto anche dall'Unesco.
Qalcuno di voi ha letto uno o più di questi libri? Che ne pensate? Mandateci le vostre impressioni o, perché no, i vostri contributi.
Sono arrivata con mezz'ora di ritardo rispetto a quello che avevo preventivato, perché come da tradizione mi sono persa nei meandri della Bovisa... nonostante ci abbia vissuto per due anni. Ma tutto è bene quel che finisce bene: sono arrivata, ho recuperato Cooman e siamo entrate.
La manifestazione è stata danneggiata dalla pioggia: i tavoli degli editori avrebbero dovuto trovarsi nel cortile, ma dato il tempo sono stati trasportati dentro, e hanno occupato le due sale e il corridoio accanto al bar. Si stava strettini, anche per questo c'era un po' di calca; e dopo un giro veloce ho abbandonato il povero Zop ai suoi video... fortunatamente era in compagnia di altri palotini di Booksweb, e la mia forfait non ha dato problemi.
ML-libri era alla prima edizione, e a parte gli inconvenienti metereologici mi è parso un bell'evento. Promette bene per i visitatori, che hanno l'occasione di conoscere parte del panorama culturale della propria città, e anche per gli addetti ai lavori. Ieri ce n'erano moltissimi: oltre agli editori, molti agenti, editor e autori, tutti intenti a tessere rapporti sociali e di lavoro, che poi a volte è la stessa cosa. L'atmosfera era indaffarata, movimentata... definire "rilassata" una kermesse milanese mi sembra troppo, ma ho visto molte facce sorridenti. Di milanese c'era anche un certo mood un po' radical-chic, con le passeggiate col calice vino in mano e il biliardino (o calciobalilla, non ho ancora capito la definizione esatta) piazzato tra i tavoli, ma anche questo è folclore. Poi in fondo, in barba a biliardino e chic-radicalismo, anche lo stomaco vuole la sua parte, e il buffet degli aperitivi è stato preso d'assalto e spolverato come dopo un'invasione di locuste. Tutto il mondo è paese!

