Intervista e Lectio Magistralis di Patrick Boylan
posted by giuliaS83 @ 16:10 - lunedì, 23 novembre 2009
Vi segnalo oggi una bellissima intervista fatta a Patrick Boylan, docente di lingua inglese all'Università di Roma Tre, ospite della trasmissione "Via Groenlandia 41". Boylan è anche una penna del nostro bollettino "Venti Nodi", per il quale ha realizzato il pezzo "Il traduttore camaleonte". Eccone un estratto:

Il primo passo è quello di liberarsi dalla visione tradizionalista dell’atto comunicativo, il quale non è – come invece pretendono Scuola e Facoltà universitarie – un’operazione essenzialmente linguistico-pragmatica.  Bisogna imparare a vedere invece ogni atto comunicativo essenzialmente come un fatto di volizione: ogni dire è un voler dire.

Nell'intervista linkata, Boylan ci parla dell'insegnamento universitario della lingua, della sua bellezza ma anche della difficoltà dovuta al tradizionalismo accademico e alla predominanza della teoria sulla pratica linguistica, che è poi il motivo di tanti abbandoni degli studenti.





L'intervista è in sei parti, è un po' lunga ma vale sicuramente la pena di vederla!

La nostra richieste è che ci sia un contatto tra il mondo al di fuori dell'università e l'università stessa nel decidere i programmi; che i professori non vengano lasciati soli nel deciderli. Devono risponderne al pubblico, alla società civile. La mia esperienza, ascoltando studenti e famiglie che si interessano di queste cose, è che molti pensano che il prfessore ne sappia di più, e di non avere voce in capitolo riguardo queste cose. Ma quando paghiamo un architetto per occuparsi della nostra casa, anche se non siamo architetti vogliamo dire la nostra, decidere per la nostra casa. Daremmo delle indicazioni, non nei dettagli, perché quelli sì sono specifici, ma avremmo il diritto di dire in che casa vorremmo vivere.


Per chi si trovasse nei dintorni dell'Univresità di Roma Tre il giorno mercoledì 25 novembre, inoltre, segnalo un evento importante: una Lectio SPE Magistralis del professor Boylan dal titolo "Insegnare".
Dove SPE sta per... "Senza Pretesa di Essere"!


Lettere Matte intervista Studio83
posted by elenaS83 @ 16:09 - mercoledì, 07 ottobre 2009
Lettere Matte, gestito da Marco Toccacieli alias Kito e da un pool di "amici scrittori o semplici volontari con la passione delle lettere", è un nuovo punto d'incontro e di condivisione per scrittori alle prime armi, grazie a varie rubriche che parlano dello scrivere, del pubblicare e degli eventi collegati al mondo degli esordienti.


Oltre a una rubrica più tecnica con consigli "Sullo scrivere", Lettere Matte propone pezzi sull'editoria a pagamento, sui diritti d'autore e sulla selezione degli editori ai quali inviare le opere, tutti molto pratici e pragmatici e rivolti per lo più a principianti assoluti, che troveranno utile la forma "colloquiale" con la quale sono offerti i contenuti.

Eloquente la simpatica tagline: "Blog in compresse effervescenti per scrittoruncoli con il mal di testa"!

Per la sezione "Due parole con..." Kito ha intervistato noi di Studio83, ponendoci un'interessante serie di domande su editing, recensioni ed editoria a pagamento.

Pensare che un parere sincero sia una “linea dura” non corrisponde sempre alla realtà, come non lo è affermare che puniamo i testi che “non ci piacciono”.
Scrivere un pezzo di critica consiste nell’evidenziare i pregi e i difetti di un testo sulla base di alcuni criteri esplicitati e di solito resi oggettivi dal fatto che siano largamente condivisi (ad esempio, mi riesce difficile pensare di lodare un testo pieno di strafalcioni di grammatica). La coerenza delle argomentazioni non ha nulla a che vedere con i gusti o con le opinioni.


Per chi fosse interessato, invitiamo a leggere l'
intervista completa!


Intervista a Good Mood Edizioni Sonore
posted by giuliaS83 @ 15:47 - giovedì, 01 ottobre 2009
Abbiamo intervistato il direttore editoriale di Good Mood Edizioni Sonore, una casa editrice che si occupa di audiolibri. L'occasione è stata ghiotta, proprio per parlare un po' di audiolibri... questi sconosciuti?

In effetti, nonostante ne ascolti ogni tanto, non conosco bene il fenomeno dell'audiolibro. Ne ho approfittato per fare qualche domanda in proposito a chi ne sa sicuramente più di me. Chi ascolta audiolibri? In quali occasioni si ascoltano principalmente? Questo tipo di mercato è in crisi come l'editoria cartacea?

Giacomo Brunoro dà risposte dettagliate e molto interessanti. Noi lo ringraziamo della sua disponibilità e facciamo i complimenti alla Good Mood: ho ascoltato alcuni loro audiolibri e in effetti sono di qualità superiore alla media, "sceneggiati" più che "letti ad alta voce", con suoni, attori e una gestione dell'audio che ricorda i radiodrammi dei tempi andati.


Stiamo osservando che i numeri continuano a crescere, segno che l'attenzione verso gli audiolibri è sempre maggiore. In questa fase è dunque importante mettere a disposizione del pubblico molti titoli, dato che attualmente in Italia i titoli disponibili sono circa 400: sono ancora pochi, rispetto ai volumi che muove l'editoria nazionale “di carta”. Siamo convinti che più titoli si affacceranno sul mercato, più editori decideranno di pubblicare audiolibri, allora anche il mercato crescerà di conseguenza.

Leggi l'intervista


Studio83 su CartacantaLab
posted by giuliaS83 @ 19:15 - giovedì, 24 settembre 2009

Siamo state intervistate dall'associazione culturale vicentina CaRtaCaNta, che ha pubblicato l'intervista sul suo sito CaRtaCaNtaLab.

Ci sono state poste domande su di noi, sulla nascita e sul futuro di Studio83, ma anche sulla qualità della letteratura esordiente, sull'editing e sulla spinosa questione dell'editoria a pagamento. Le ho trovate domande stimolanti e spero che le nostre risposte ne siano state all'altezza. Peccato solo non aver potuto allegare il file "lacrime.salate.exe" alla domanda: come riuscite a conciliare il lavoro di Studio83 con la vita di tutti i giorni? T_T

Non mi resta che ringraziare l'associazione culturale CaRtaCaNta del suo interessamento e della bella intervista e invitare tutti a visitare il loro blog, ricco di idee e attività.


Autori e autorità
posted by giuliaS83 @ 15:17 - giovedì, 27 novembre 2008

Gloria  Origgi: Senti, il problema del copyright. Ci sono "tipi di proprietà intellettuale" per i quali far pagare l'accesso oggi, con la quantità di informazione che circola, sembra inammissibile...

Umberto  Eco: Senti, il problema del copyright, ad essere indulgenti, ha quattro secoli, quando nei libri del Seicento è cominciato ad apparire il privilège du Roi che era una dichiarazione che, per così dire, difendeva i diritti del libro particolare. Questo non ha impedito per tutto il Sei e Settecento che continuassero a uscire dei libri che magari uscivano ad Adelphia, o con altri nomi di città inesistenti che riprendevano tranquillamente un libro pubblicato a Parigi o ad Amsterdam, ne facevano un´altra edizione... croce e delizia per i collezionisti perché talora è difficilissimo distinguere la prima vera edizione dalla prima pirata: bisogna andare a vedere il cambiamento di un marchio. Insomma, la difesa della proprietà intellettuale è un fatto abbastanza recente. Come non c´era prima così potrebbe non esserci in futuro o assumere altre forme. Io sono un autore, ricevo del denaro in diritti di autore, ma quando vengo a sapere che a Cuba hanno fatto un´edizione pirata dei miei libri o addirittura le hanno fatte in Germania o in Cina, mentre il mio editore impazzisce di rabbia, io tanto scontento non sono, mi va benissimo che la mia opera circoli. Forse, se arrivasse un giorno in cui non prendo più neanche una lira per un libro che scrivo nascerebbero dei problemi. Ma, come vedi, questi problemi vengono facilmente scavalcati. Per esempio, come gli scrittori di un tempo venivano sponsorizzati dal signore, oggi potrebbero venire sponsorizzati dalla pubblicità. Questa sarebbe una grossa perdita di libertà, perché il diritto d´autore è stato un elemento di libertà per lo scrittore, che non doveva più rendere conto al mecenate ma a un pubblico indifferenziato che lo comperava o non lo comperava, quindi perdere il diritto d´autore potrebbe essere una pericolosa forma di perdità della libertà perché se non sei più pagato dai diritti dovrai essere pagato o da Berlusconi o dal Vaticano o dai DS o dalla Coca-Cola, questo è certamente un grosso problema. Anche qui le soluzioni dovrebbero essere soluzioni giuridiche da trovare in qualche modo. Io voglio mettere solo in rilievo che il sistema potrebbe cambiare e che tuttavia il sistema della protezione della proprietà intellettuale è stato un incremento di democrazia e libertà e perderlo potrebbe essere un serio pericolo.

da "Autori e Autorità", intervista a Umberto Eco realizzata da Gloria Origgi (diponibile in versione integrale QUI)


Chiedi all'autore
posted by giuliaS83 @ 10:56 - mercoledì, 17 settembre 2008
Booksweb.tv ha lanciato una nuova iniziativa online. Per la sapiente regia di Zop, vi presento  "Chiedi all'autore", già al suo secondo episodio.

RIassunto delle puntate precedenti: qualche tempo fa, Zop annunciò che avrebbe intervistato Piergiorgio Odifreddi, e tramite il blog ha chiesto ai lettori di porre una domanda al professore. Le migliori questioni sarebbero state utilizzate nell'intervista, ovviamente specificandone l'autore.

Una delle domande scelte è stata la nostra. Eccola:




Ora si replica. L'intervistando è Amitav Ghosh, scrittore indiano molto famoso e amato nel mondo anglosassone, che ha appena pubblicato il romanzo "Mare di papaveri". Avete letto il libro? Conoscete Ghosh o siete curiosi di conoscerlo? Fate la  vostra domanda, il gioco è ancora aperto.

Il poeta e i nuovi proletari
posted by giuliaS83 @ 13:42 - lunedì, 21 luglio 2008

Oggi segnalo la bellissima intervista a Edoardo Sanguineti, realizzata da Elisabetta Bucciarelli per Booksweb.

Nell'intervista, Sanguineti ci espone i suoi punti di vista sulla poesia e sul suo potenziale di "persuasione occulta", e respinge un certo estremismo apocalittico che porta molti ad affermare che la nostra epoca sia impoetica: mettendo da parte le sirene "mille e non più mille" che avvelenano la vita di chi si fa buttare giù troppo facilmente, Sanguineti vede nella complessità del nostro tempo uno stimolo in più per affrontare le tematiche "calde".


guarda l'intervista

Mi ha molto colpita, inoltre, la teorizzazione del moderno proletariato come legato al lavoro al terminale, lavoro rappresentativo della nostra società e ormai diffusissimo, ma che porta a solitudine, frustrazione e soprattutto all'incapacità di dare un senso a quello che si sta facendo. Sanguineti afferma che il lavoro davanti a un terminale sia più alienante di quello in miniera: è ovvio che è una provocazione, ma le sue parole mi hanno davvero fatta riflettere. Ho lavorato per un po' in IBM come web producer, e osservando il mio lavoro e quello dei miei superiori, alle volte mi pareva di essere una manovale dell'html. Non mi sono incrinata le vertebre e non ho mai rischiato tisi o tubercolosi: nonostante questi indubbi vantaggi, ho lasciato lo stesso. Forse ho fatto male, ma mi pare che l'impossibilità di dare un significato a quello che si fa sia un problema diffusissimo e ancora molto poco riconosciuto.

Forse, la poesia oggi è urgente oltre che possibile, perchè con la sua evocatività criptica reagisce al bombardamento di input al quale siamo sottoposti, e può davvero superare le urla, i jingle e i rumoracci cool con il potere dei suoi sussurri.


Intervista col patafisico
posted by Studio83 @ 12:22 - giovedì, 10 luglio 2008

Oggi voglio segnalare un'intervista di qualche tempo fa, apparsa sul blog Liberi di scrivere. L'intervistato è niente meno che il nostro amico Zop, editore, scrittore, intervistatore, recensore, bookswebattore e chi più ne ha, più ne metta.

Zop ci parla del suo brillante curriculum: tra i pionieri dell'editoria multimediale in Italia, è stato anche uno dei primi a usare il blog per esperimenti di scrittura creativa e collettiva e a capire le potenzialità della nuova piattaforma; è tra i fondatori di Booksweb.tv e ha pubblicato alcuni romanzi "sperimentali" sulle orme di Jarry e Queneau.
Inoltre, Zop fornisce qualche consiglio utile agli scrittori esordienti, due tra tutti: scrivete anche online, e attenti alle case editrici a pagamento. Insomma, leggetevi l'intervista per capire di che pasta è fatta un patafisico!  :-)


Viva (la) Las Vegas
posted by giuliaS83 @ 10:33 - martedì, 08 luglio 2008

Online la recensione di "Viva Las Vegas", il titolo che ha segnato l'esordio della casa editrice Las Vegas.

I racconti sono di buon livello, diversi tra loro in struttura e modi narrativi, oltre che nei temi. Se volessimo conferire un’omogeneità letteraria all’antologia, e individuare un argomento comune, uno scopo generale che vada oltre il festeggiamento annunciato, potremmo individuarli nella forma-racconto in sé.

Leggi la recensione

Ripropongo anche l'intervista al curatore dell'antologia Andrea Malabaila (al quale faccio i complimenti per le scelte della raccolta), nella quale ci parla di "Viva Las Vegas" ... in un minuto.

La casa editrice Las Vegas si rivolge a un pubblico giovane, ma non fatevi ingannare da un intento che può sembrare riduttivo (e qui devo fare una tiratina d'orecchie alla Las Vegas: la presentazione della raccolta fa presagire una superficialità che per fortuna nel libro è assente).

Il "pubblico giovane" amorfo, senza ideali forti, anestetizzato dai reality e in prima linea solo nella fila per l'Ipod è un'invenzione recente, una proiezione delle generazioni precedenti alla nostra, che ci accusano di essere come ci hanno formato loro. Forse questo tipo di pubblico esiste, ma prima di noi "giovane" ha sempre voluto dire "nuovo", "ribelle", "pericoloso", "sovversivo", e soprattutto: "forte". E forti sono quasi tutte le voci della raccolta di Las Vegas, perché uniscono la tecnica e la preparazione al coraggio di toccare nervi scoperti, con ottiche prive di preconcetti. Bene e viva la Las Vegas!


Punto interrogativo: tre aggettivi...
posted by Studio83 @ 15:36 - giovedì, 26 giugno 2008
Terza puntata della nostra serie di interviste "Punti interrogativi", e, mi si spezza il cuore, anche penultima...

Dopo aver chiesto i motivi per i quali leggere e le ragioni per le quali scegliere proprio i libri dell'intervistato, la terza domanda è più giocosa, meno impegnativa, più espressamente alla "Iene": "definisci in tre aggettivi la tua casa editrice".  E così  i "nostri" editori si scoprono colorati, mondiali, leggeri, importanti, fantastici, attenti, irriverenti e... chi più ne ha più ne metta.

Buona visione!