Aprire una libreria
posted by giuliaS83 @ 11:35 - martedì, 13 ottobre 2009
Ho recensito per voi il manuale "Aprire una libreria" di Galla e Peresson, Editrice Bibliografica.

Quello del libraio è un mestere chiave dell'editoria. Pensiamo all'editore come l'intermediario culturale  tra l'offerta e la domanda libraria: il libraio è l'intermediario materiale di questo complesso panorama.

Certo, in questi anni sono entrati in gioco anche i negozi online e non mi stancherò mai di citare l'importanza di buone biblioteche: la libreria però resta un luogo che se è gestito bene può essere magico.

"Aprire una libreria" è una lettura che mi trovo a consigliare quasi mio malgrado: è scritto malissimo, ma contiene pur sempre informazioni importanti e utili in particolare a chi è completamente digiuno della materia. Anche chi conosce il mercato editoriale e le varie figure che lo popolano, però, può trovarla una lettura interessante, sempre se riesce a prescindere dalla pessima forma.



Per ovvie ragioni, il libretto si concentra sull’attività della libreria indipendente, slegata da logiche di franchising e con metratura/assortimento limitati: una sorta di versione moderna della libreria di quartiere.


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Diventare scrittori
posted by giuliaS83 @ 15:11 - giovedì, 18 dicembre 2008
Non fatevi ingannare dal titolo un po' strillato e se potete leggete questo piccolo, istruttivo manuale ripubblicato dalla Sperling&Kupfer al momento giusto. Non vi si parla di scrivere bene, o di pubblicare o di vendere, ma di diventare scrittori. Ovvero, mettere in atto comportamenti e propedeutici (non solo letterari, ma anche psicologici) per affrontare la scrittura seriamente e proseguire a lungo con risultati sempre migliori.



Che vuol dire, agli occhi degli altri, essere uno scrittore? Quali sono i rischi del dirsi artista, e dell’assumerne le pose esteriori? Quali sono i trucchi per aprire i rubinetti della creatività, base di ogni buona storia? Quali invece per gestire l’ansia e i problemi emotivi collegati alle aspettative verso il proprio lavoro? La Brande fornisce risposte chiare e qualche regola da seguire, che contiene il sano pragmatismo di altri tempi e prevede una buona dose di fatica.

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Il manuale è vecchiotto, ma la cosa in questo caso è una qualità positiva. Qui abbiamo un allenatore vecchio stampo, che prima di mettervi i guantoni vi fa correre un’ora nella neve; prima di insegnarvi le tecniche di arti marziali vi fa ridipingere lo steccato… ma alla fine del film potrete gonfiare a sangue i fighetti delle altre scuole di scrittura. Metaforicamente parlando, eh.

 


On writing
posted by giuliaS83 @ 21:34 - mercoledì, 15 ottobre 2008
"Sullo scrivere". Autore: niente meno che Stephen King - o Stefano Re che dir si voglia -, il Maestro del Brivido che ha al suo attivo anche questo celebre e appassionante trattato sullo scrittore e sui suoi strumenti.

Elena lo ha letto,  lo ha recensito (in
Lezioni di letteratura, ovvio) e ne ha cavato un'equazione, una citazione e una tiratina d'orecchie a certe scorciatoie che magari vanno bene per un maestro, ma  di certo si confanno meno ai suoi numerosi emuli. Leggete e capirete.


Il Re del Brivido, come suo solito, non ama i mezzi termini e parla con franchezza: dal dato di fatto che non tutti hanno il gene della scrittura, alla necessità ineluttabile di leggere più di quanto si scrive, all’esposizione di imprescindibili regole tecniche (l’uso degli avverbi, degli aggettivi, la selezione del registro linguistico ecc).

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Ho letto anch'io "On writing", tempo fa, e l'ho molto apprezzato.  Fa venire voglia di rimettersi ai fogli e, come nello spirito americano, è dannatamente incoraggiante. Elena sarà d'accordo con me che, ogni tanto, leggere King snocciolare il suo cursus honorum può essere un tantino... frustrante... ma il resto del saggio, colmo di entusiasmo, aneddoti ed esempi pratici, si fa ampiamente perdonare. Insomma, leggere un bravo autore fa sempre bene, abbia scritto un manuale o una recensione al manuale. Bevete e dissetatevi!

Poirot, il "completo egoista"
posted by giuliaS83 @ 09:29 - martedì, 16 settembre 2008
Leggo oggi una notizia davvero interessante: Matthew Prichard, nipote di Agatha Christie, ha ritrovato alcune registrazioni della grande scrittrice... in soffitta, ovviamente, incise in un vecchio dittafono.


la macchina da scrivere è antiquariato: ora abbiamo i dittafoni!

Nella registrazione, la scrittrice espone alcune considerazioni su Hercule Poirot e Miss Marple, due dei suoi più famosi e amati personaggi. I lettori le chiedevano spesso di farli incontrare, ecco la sua opinione: «Poirot, un completo egoista, non amerebbe ricevere insegnamenti sul suo lavoro da una vecchia zitella che vive in un villaggio e potrebbe essere mia nonna. Poirot, un professionista, non si sentirebbe a suo agio nel mondo di Miss Marple. Sono due stelle, non li farò incontrare mai... a meno che non senta un improvviso e inatteso impulso

È risaputo (persino dal giornalista del Corriere.it!) che quell'impulso la Christie non lo sentì mai, probabilmente perché rimase della stessa  idea: quei due avrebbero fatto a pugni.


niente paura, però: ci hanno pensato i giapponesi...

Sentire parlare in questo modo dei propri personaggi dalla creatrice può sembrare bizzarro, ma ci insegna qualcosa. Impariamo dai maestri, e non solo nella tecnica!
La Christie ha creato Poirot e la Marple, ha fatto vivere loro tantissime avventure e indagini, e riesce difficile pensare che non li avesse in simpatia. Ma un bravo scrittore costruisce dei personaggi complessi, umani, anche pieni di difetti, antipatici, incredibilmente vivi.

Quanti scrittori, anche quelli non alle prime armi, non fanno altro che parlare di se stessi? Quanti si costruiscono alter ego "vorrei ma non posso"? E invece, quanti giallisti creano eroi positivi ma comunque con i loro difettucci? Non lo ha fatto Dan Brown, che si è limitato a lanciare la propria fotocopia in avventure mirabolanti che nemmeno Indiana Jones. A leggere di Kay Scarpetta, donna moderna col nipotino, viene da pensare che anche la Cornwell avrebbe potuto fare di più.

Ovviamente il bersaglio è centrato in pieno da un altro grande maestro della detective story: Arthur Conan Doyle, il giallista. Sherlock Holmes strimpella il violino e fa esperimenti di chimica in salotto, è la luce vittoriana della mente positivista e non manca mai di farlo notare al povero Watson.... che ogni tanto avrebbe voglia di prenderlo a ceffoni!



e ora anche la pipa... UFFF...

L'autore in cerca di editore
posted by giuliaS83 @ 09:41 - venerdì, 18 gennaio 2008

È passato del tempo ma non abbiamo accantonato la rubrica delle Lezioni di letteratura.
Di solito leggo parecchi libri di critica letteraria e cultura editoriale, ma trovare il tempo per recensirli è un altro paio di maniche. Con la recensione a "L'autore in cerca di editore", bel prontuario di consigli per la pubblicazione, spero di invertire la tendenza e dedicare più tempo alle nostre Lezioni.

Maria Grazia Cocchetti, L'autore in cerca di editore, Editrice Bibliografica, Milano, 2006


 "L’autore in cerca di editore”, più che un manuale di regole per avere successo, è un agile prontuario che fornisce innanzitutto l’ABC del mondo del quale lo scrittore desidera far parte. Il testo della Cocchetti è agile, chiaro e non annoia. Vanno resi i giusti meriti anche all’Editrice Bibliografica, che con la sua collana “I mestieri del libro” ha contribuito e contribuisce molto alla formazione di scrittori, addetti ai lavori e, perché no, anche lettori.

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La lezione dell'opera della Cocchetti, a mio avviso, è che, oltre alla scrittura, anche il tentativo di pubblicazione (ed eventualmente la pubblicazione stessa) richiede una certa dose di consapevolezza, e, perchè no, di "tecnica", che consiste più che altro nella conoscenza del mondo alla cui porta si bussa.

Dallo status di manoscritto a quello di "libro" ce ne vuole! C'è tutta una serie di elementi da tenere in considerazione, un lungo percorso da fare, sia per lo scrittore che cerca di piazzarsi, sia per il testo stesso, che può anche subire modifiche per il volere della casa editrice.
Il manuale della Cocchetti è un'agile introduzione al calvario dell'artista puro: preparatevi a una lettura stimolante e, per chi ne avesse bisogno, a una corroborante iniezione di realtà!

 

UPDATE: ero in cerca di un recapito dell'autrice, per informarla della recensione, quando ho trovato una sua intervista molto interessante, piena di spunti e suggerimenti. Da leggere!